Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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martedì 20 luglio 2010

“Intervista” di Cordialiter a Mons. Richard Williamson



[Avvertenza: questa è solo un'intervista immaginaria]

Cordialiter - Eccellenza, se si facesse un sondaggio demoscopico, lei risulterebbe certamente il vescovo più famoso del mondo. Che impressione le fa, essere il vescovo vivente più noto?

Williamson - Non ho mai avuto l'ambizione di diventare il vescovo più famoso. C'è gente che fa di tutto pur di apparire in televisione, e altra gente che diventa famosa senza volerlo.

C - Pensa ancora che gli israeliti sterminati dai nazisti siano stati solo 300.000?

W – Dopo la bufera mediatica ho avuto modo di approfondire la questione e ho letto le relazioni segrete che don Primo Scavizzi, cappellano militare delle truppe italiane in Russia, inviò a Pio XII. In queste relazioni scritte nel 1942, quando gran parte dell'Europa orientale era occupata dalle forze dell'Asse, don Scavizzi affermava che lo sterminio degli ebrei era quasi totalitaria e che i nazionalsocialisti erano riusciti a sterminarne oltre 2 milioni mediante mitragliamenti di massa.

C- Dunque, secondo lei, quanti ebrei sono morti fino al termine della guerra?

W – E' impossibile rispondere con assoluta certezza. Si tratta certamente di milioni di persone, però sono passati tanti anni e molti documenti sono andati distrutti. Vari storici hanno formulato cifre discordanti tra loro. Wikipedia ne cita tre: 5,1 – 5,6 e 5,9 milioni. E' bene che gli storici continuino ad approfondire questa pagina orribile della storia.

C – E delle camere a gas cosa gliene pare?

W – Come ho già detto, milioni di giudei vennero sparati e gettati nelle fosse comuni, tanti altri morirono di fame segregati nei ghetti, altri vennero massacrati nei pogrom del “Conducător” romeno, il generale Ion Antonescu, alleato di Hitler; altri ancora morirono di stenti durante la deportazione nei carri bestiame e la prigionia nei lager. Dopo i primi anni di guerra, molti israeliti vennero assassinati nelle camere a gas, soprattutto donne, vecchi e bambini. Comunque, a prescindere dal metodo utilizzato nel genocidio, ciò che conta è che tanta povera gente sia stata uccisa ingiustamente a causa della neopagana ideologia nazionalsocialista, condannata solennemente dalla Chiesa già nel 1937. La storia insegna che quando gli uomini si allontanano da Dio, diventano capaci di compiere qualsiasi crimine efferato.

C – Monsignore, lei odia gli ebrei?

W – Sono un cristiano! Se odiassi gli israeliti dovrei odiare anche Gesù, la Madonna, San Pietro e tanti altri santi! Io amo gli ebrei, vorrei però che riconoscessero che Gesù Cristo è il Messia.

C – Nell'ottobre 2009 sono iniziati i colloqui dottrinali tra la santa Sede e la Fraternità San Pio X. Per quanto riguarda l'esito finale, lei è ottimista o pessimista?

W – Sono realista.

C – Alcuni sostengono che i colloqui potrebbero durare decenni. Anche lei è di questo parere?

W – No. Se non sorgeranno intoppi, entro la primavera 2011 dovrebbe essere tutto finito.

C - E poi che succederà?

W – Il futuro è nelle mani di Dio.

C – Qualcuno dice che lei sia un maschilista contrario alla presenza delle donne nel mondo del lavoro. E' vero?

W – Io credo che l'uomo e la donna abbiano pari dignità innanzi a Dio. E' ovvio che una donna nubile, per vivere debba avere un lavoro, possibilmente adatto alla sua indole femminile, come lo è la professione di insegnante. Però non posso non avere una grande stima per quelle donne sposate che svolgono il nobile compito di casalinga. Quando una donna esce la mattina per andare a lavoro, e torna la sera tardi, la sua mancanza in casa si sente molto. Soprattutto i figli ne risentono parecchio dell'assenza materna. Senza la moglie in casa, viene a mancare l'anello di congiunzione della famiglia, l'atmosfera del focolare domestico si spegne, e le abitazioni si trasformano spesso in alberghi dove si dimora solo la notte. Purtroppo, a causa delle precarie condizioni economiche delle famiglie, molte donne sono costrette a lavorare. Gli stati nazionali, invece di sciupare soldi per promuovere i contraccettivi, l'aborto e l'omosessualità, dovrebbero dare maggiori sussidi alle famiglie numerose e alle donne che scelgono di accudire i figli e fare le casalinghe.