Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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venerdì 29 ottobre 2010

La pastorale dogmatizzante e anatemizzante


Sono sotto gli occhi di tutti i danni causati dallo tsunami che ha colpito il cattolicesimo negli ultimi decenni. I fatti sono fatti: abbandono in massa della pratica religiosa, crollo delle vocazioni sacerdotali e religiose, chiusura dei monasteri, desertificazione spirituale e apostasia silenziosa. In giro c'è tanta confusione dottrinale fomentata dagli ermeneuti della rottura con la Tradizione. La situazione è drammatica, ma non irreversibile.

Secondo Amerio e i suoi discepoli, la via maestra per uscire dalla crisi è utilizzare la “pastorale dogmatizzante e anatemizzante”. Un magistero mere pastorale o “amorevole”, avrà pure un certo fascino sulle folle, ma contro il relativismo imperante, la tradizionale pratica del pronunciamento dogmatico e dell'anatema delle dottrine eterodosse, appare l'arma più efficace per contrastare la pestilenziale deriva neomodernista di non pochi teologi. La forza, la chiarezza e l'esattezza dottrinale di un pronunciamento dogmatico sulle questioni controverse, garantisce in maniera granitica la certezza della verità, e quindi contribuisce in maniera eccellente a confermare nella fede i membri del Corpo Mistico di Cristo.

La Chiesa Cattolica per due millenni ha dogmatizzato e anatemizzato con ottimi risultati. Pensiamo al Sommo Pontefice Pio IX; dobbiamo avere gratitudine nei suoi confronti per aver puntellato col suo aureo Magistero la purezza della Dottrina dalle ostili insidie del liberalismo. Non dobbiamo vergognarci del nostro passato, non dobbiamo chiedere scusa a nessuno per l'intramontabile Sillabo, senza del quale molte dottrine avrebbero avvelenato le coscienze di chissà quanti fedeli. Anatemizzare gli errori dottrinali non è mai stato un peccato e non lo sarà mai.

Il ricorso alla pastorale della dogmatizzazione delle verità di fede e dell'anatemizzazione delle dottrine eterodosse che circolano diffusamente, salva innumerevoli anime dal baratro dell'eresia. Riflettere su questo tema è di fondamentale importanza per poter affrontare e superare l'attuale crisi religiosa. Sono consapevole del fatto che utilizzare la pastorale dogmatizzante scatena il malcontento degli ermeneuti della rottura, ma il bene delle anime è la legge suprema della Chiesa, tutto il resto è secondario, anche i "mal di pancia" di certi teologi in odor di eresia.

Affidiamoci all'onnipotente Spirito Santo. Basta invocarlo ed Egli è felice di aiutarci.