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giovedì 28 ottobre 2010

Risposta al prof. Radaelli


Ho ricevuto un breve messaggio dal prof. Enrico Maria Radaelli, al quale rispondo volentieri.

Carissimo,

Le faccio i miei più calorosi e cristiani complimenti! Sposo ogni parola della Sua Premessa, scritta con criterio aureo. Anzi: se lei potesse allargare a me quello che dice sull'assoluta non intenzione di offendere chicchessia eccetera ne sarei felicissimo (sempre che si possa).

Metterò il Suo sito tra i miei purtroppo pochi amici (il fatto è che molti sono concordi sulle idee ma sempre troppo pochi sulla caritas...).

Le auguro un buon lavoro sul tema "ritorno alla pastorale dogmatica". Mi tenga informato sulle Sue iniziative e sui riscontri. A presto,

Enrico Maria Radaelli


Egregio prof. Radaelli,
                                    apprezzo molto l'intenzione da parte sua di voler continuare la buona battaglia con quella disposizione che Amerio con i Romani definiva «frigido pacatoque animo». Purtroppo ogni tanto su certi forum scoppiano litigi indecorosi, con svolazzi di stracci e contumelie. Non è questo il modo migliore per esporre le proprie convinzioni.

Spero tanto che i suoi scritti circa l'attuale crisi ecclesiale, finiscano in qualche modo sulla scrivania del Sommo Pontefice. Egli è il Capitano della barca di Pietro e ha il potere di manovrare il timone. Ha tanto bisogno delle nostre preghiere, perché per applicare tenacemente la “pastorale dogmatizzante e anatemizzante” (della quale parlerò domani) ci vuole un coraggio da leoni. Non è facile sfidare le ire furibonde dei nemici interni della Chiesa.

Ma il nostro aiuto è nel nome del Signore. Confidiamo in Dio e nell'intercessione della Mediatrice di tutte le grazie, e prima o poi vedremo finalmente la tanto auspicata “primavera” della Chiesa.

Cordialiter