Coloro che da tempo seguono il blog “Cordialiter”, certamente si sono accorti che faccio apertamente il tifo per l'erezione canonica della FSSPX. Se ciò dovesse avvenire, troppo grandi sarebbero i benefici per la Chiesa Cattolica, il Corpo Mistico di Cristo.
Molti di noi si domandano quali saranno le prossime mosse vaticane per cercare di superare l'apparente situazione di stallo nelle trattative in corso. Non è facile pronosticare gli eventi, ma credo che nella Curia romana lavorino degli abili diplomatici che alla fine riusciranno a trovare una soluzione a questa annosa questione. Io mi chiedo cosa succederebbe se Roma decidesse di praticare la strada del "riconoscimento canonico unilaterale" nei confronti di Econe. Nessun vero cattolico potrebbe rispondere al Papa: "No, grazie; non vogliamo avere nessuno status canonico, nemmeno se ce lo date in maniera unilaterale".
Penso che la Fraternità non si opporrebbe in caso di riconoscimento canonico unilaterale, a parte un minoritario gruppetto di sacerdoti e laici filo-sedevacantisti, i quali preferiscono stare alla larga da Roma. Ovviamente il nuovo status canonico dovrà garantire il giusto grado di autonomia operativa senza la quale sarebbe molto difficile per la Fraternità fare apostolato a causa dell'ostilità dei modernisti di tutte le risme.
Un'altra cosa importante da osservare è il numero dei vescovi che Roma concederà alla FSSPX. Adesso sono in tre più un altro collocato a riposo. Non sarà facile per questi vescovi andare in giro per il mondo ad amministrare cresime a centinaia di migliaia, probabilmente milioni, di fedeli aderenti alla nuova prelatura personale per cattolici desiderosi di fare l'esperienza della tradizione. Il numero e il modo di eleggere i vescovi della prelatura sarà uno degli aspetti principali da dirimere.
Staremo a vedere quel che accadrà. Spero che entro Pasqua la questione sia definitivamente risolta. Ormai sono 11 anni che aspetto una soluzione.
