Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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lunedì 13 maggio 2013

Ancora circa il "villaggio tradizionale"

Ho ricevuto varie e-mail da parte di lettori interessati al progetto di una studentessa universitaria che vorrebbe fondare una sorta di “villaggio tradizionale” per fedeli laici. Riporto una delle e-mail ricevute.


Buongiorno, 
                      […] ho 35 anni e sono sposato da un anno. Grazie a Dio, io e mia moglie stiamo in questo tempo vivendo l'attesa del nostro primo figlio [...]. Sono rimasto colpito da questi articoli in cui mi sono imbattuto perché ultimamente anche a me è capitato di pensare come a una via di salvezza, specie pensando al futuro, alla crescita e all'educazione dei figli, la possibilità di sviluppare come un buon ritiro, una comunità o società tradizionale.

Ultimamente ho pensato che prima o poi potremo essere chiamati volenti o nolenti a ritornare a certi lavori e certi stili di vita legati alla terra, allo scorrere naturale delle stagioni,  da un lato la crisi economica e quella morale e spirituale mi inducono a vedere solo questo tipo di soluzioni. D'altronde io credo che le cose siano profondamente legate, la crisi economica e la povertà di oggi è necessariamente figlia della crisi morale e povertà spirituale dei decenni scorsi. Quindi si sente il desiderio di fare "compagnia" e comunità con persone con cui si condivide un comune sentire. Certo potrebbe anche esserci il rischio che questo sia un modo di scappare da questo tempo e dalle rovine in fiamme di questa modernità che sta crollando, però è interessante come ci sia questo sentimento diffuso.

Manifestando il mio interesse resto in attesa di sviluppi, scambi di opinioni, informazioni su possibilità di nutrirsi di bellezza, verità e bontà indicando luoghi, pastori e compagni di viaggio che possano divenire punti di riferimento.

Un caro saluto.

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                  come tu stesso hai osservato, l'attuale società secolarizzata sta attraversando una spaventosa crisi morale che causa effetti devastanti anche in campo economico. Ma il disastro principale è quello spirituale, ormai tanti cristiani vivono calpestando ogni legge morale, come se Dio non ci fosse. Non penso che Sodoma e Gomorra fossero molto peggio delle nostre città neopagane.

Per salvare il mondo dal degrado morale e spirituale in cui versa, credo che bisogna innanzitutto rilanciare la vita religiosa, vissuta in maniera fervorosa e osservante. Tuttavia, non tutti hanno avuto la grazia della vocazione religiosa, pertanto bisogna studiare un qualcosa che aiuti i fedeli laici a vivere in maniera più coerente il Vangelo. Ci vorrebbero delle cittadelle cristiane tipo le reducciones che gli eroici gesuiti fondarono in Sud America. 

Si potrebbe cominciare colonizzando un casolare di campagna abbandonato, e poi magari lì attorno potrebbero nascere altri edifici. A questo progetto potrebbero partecipare non solo persone celibi, ma anche coppie sposate. Dando vita a forme di fraterna collaborazione tra cattolici è possibile anche dar vita a delle “scuole familiari”, in questo modo si toglierebbero i bambini dalle grinfie delle scuole progressiste che inquinano le loro menti con ideologie perverse e anticristiane. Ma di quest'ultimo argomento ne parlerò in un'altra occasione.

Il problema di noi cattolici legati alla Tradizione è che viviamo isolati. Se vivessimo assieme e unissimo le forze, potremmo realizzare molte opere buone per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.

Fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter