Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 20 giugno 2013

Crociata per un'educazione scolastica cattolica

C'è da piangere nel constatare la drammatica situazione in cui versa la gioventù italiana, che in gran parte cresce nell'ignoranza quasi totale della Religione Cattolica, ed è costretta a subire il martellante bombardamento della propaganda laicista. Nelle scuole statali ci sono troppi insegnanti progressisti che indottrinano i giovani con le loro idee pestifere. Ad esempio insegnano che l'aborto, il divorzio, il matrimonio gay, l'eutanasia, e cose di questo genere, sono dei "diritti civili". Nell'insegnamento della storia fanno apparire la Chiesa come un'istituzione oscurantista e nemica della civiltà. Non parliamo poi di quel che insegnano nel campo della filosofia, della letteratura, della scienza, ecc. Ovviamente non bisogna generalizzare; non sto dicendo che tutti i professori progressisti facciano propaganda anticristiana, però una parte di essi sì.

Tempo fa un signore è andato a prendere sua figlia dalla scuola materna, e ha notato che era insolitamente turbata. Gli ha chiesto che cosa fosse successo, e la bimba gli ha risposto che la maestra gli aveva chiesto se da grande desiderava sposarsi con un maschietto o con una femminuccia. La bimba ha risposto di voler sposarsi con un uomo, ma la domanda della maestra l'ha turbata, evidentemente perché pensava che fosse naturale per una femmina sposarsi con un maschio, non immaginava che ci fosse una sorta di “possibilità di scelta”, come purtroppo affermano i progressisti.

Anche in certe scuole "cattoliche" si trovano degli insegnanti che inquinano le menti degli studenti. Mi riferisco agli insegnanti affetti dal morbo del modernismo. E poi c'è il problema che per mandare i figli nelle scuole private bisogna avere parecchi soldi, e non tutte le famiglie possono permetterselo. 

Dunque, che fare? La soluzione migliore è quella di far studiare i figli a casa. La legge italiana permette ai genitori di formare i figli senza mandarli obbligatoriamente nelle scuole “normali” (sia statali che private), purché venga avvisato il dirigente scolastico della scuola di competenza, e a fine anno scolastico gli “studenti caserecci” svolgano presso una scuola statale o anche una privata parificata, un esame di ammissione all'anno scolastico successivo [cfr. art. 111 del Decreto legislativo 16 aprile 1994, n° 297 (Modalità di adempimento dell'obbligo scolastico) commi 1 e 2].

Penso che i cattolici dovrebbero impegnarsi nel dar vita a delle “scuole familiari”, unendo le forze con altre famiglie fedeli alla Tradizione, e collaborando insieme all'istruzione dei figli. Per esempio, un papà può insegnare matematica, una mamma può insegnare italiano, un'altra mamma storia, ecc. Poi a fine anno gli alunni faranno gli esami presso una scuola statale o una parificata.

È un metodo che funziona? Sì, io so che dei religiosi applicano questo metodo ai propri aspiranti in età scolastica, e stanno avendo buoni risultati, sia da un punto scolastico, sia dal punto di vista della perseveranza delle vocazioni (prima mandavano gli aspiranti nelle scuole statali, ma in molti perdevano la vocazione). Anche in altri Paesi come gli Stati Uniti d'America e la Francia, dei gruppi di cattolici militanti hanno dato vita a scuole familiari per i propri figli.

Essendo celibe e senza prole, non ho la responsabilità dell'educazione dei figli, tuttavia mi rendo conto che come cristiano anche io dovrei cercare di fare qualcosa per salvare la gioventù cattolica dalle grinfie del progressismo. Ho pensato di utilizzare il blog per sondare il terreno e vedere se ci sono le condizioni per mettere in collegamento i lettori interessati a mandare i propri figli nelle “scuole familiari” (ovviamente gratuite perché autogestite dai genitori). Visto che il blog riceve svariate migliaia di visite al mese, spero che almeno in alcune province sia possibile mettere insieme diverse famiglie disposte a collaborare al progetto. Penso che almeno per quanto riguarda le scuole elementari e medie non ci siano grosse difficoltà a organizzare le lezioni. Non dobbiamo limitarci a criticare le scuole statali e quelle moderniste, c'è bisogno di una mobilitazione generale dei cattolici che vogliono dare una buona educazione scolastica e umana ai giovani.

Tutti i lettori che sono interessati a collaborare alla nascita di "scuole familiari", sono pregati di scrivermi all'indirizzo: cordialiter@gmail.com   

Comunicatemi in quale provincia abitate, e se eventualmente siete disponibili a fare lezioni agli alunni (cioè ai vostri figli e a quelli di altri lettori che abitano nei paraggi). Possono scrivermi anche persone senza figli o con figli già adulti, che tuttavia desiderano fare volontariato come insegnanti nelle “scuole familiari”.