Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

lunedì 9 settembre 2013

Persecuzione dei cristiani in Siria

Da settimane sentiamo dire che il Presidente americano, Barack Hussein Obama, premio Nobel per la pace, vorrebbe sganciare un uragano di bombe contro la martoriata Siria, per "dare un segnale" al regime baathista guidato da Bashar Al-Assad.

In caso di attacco, ad avvantaggiarsene sarebbe la coalizione dei ribelli, tra i quali sono presenti diversi "battaglioni" di fondamentalisti islamici vicini ad Al-Qaida, l'organizzazione terroristica del defunto Osama Bin Laden. Nelle città siriane espugnate dai ribelli, i miliziani filo-alqaedisti si sono lasciati andare ad atti di pura barbarie, come la devastazione di chiese e monasteri cristiani, torture, fucilazioni, decapitazioni, ecc.

Non sono un supporter del regime di Damasco, tuttavia devo ammettere che almeno Assad non ha mai perseguitato i cristiani, a differenza dei terroristi alqaedisti; quindi tra lui e i "figli spirituali" di Bin Laden, preferisco che perda la guerra civile chi distrugge le chiese e perseguita il Corpo Mistico di Cristo.

In caso di attacco alla Siria c'è anche il rischio che nella guerra vengano trascinati altri Stati (Israele in primis). È meglio non gettare benzina sul fuoco mediorientale, non sappiamo le conseguenze che potrebbero scaturirne. Qui c'è il rischio di un guerrone, ma non vedo in giro quel che avvenne nel 2003, quando la sinistra mobilitava le folle per protestare contro la guerra all'Irak di Saddam. Ve li ricordate i balconi addobbati con le iridate bandiere della pace? Ma adesso non c'è più il repubblicano Bush al potere negli USA, c'è il democratico Obama, beniamino del progressismo internazionale, patrocinatore del matrimonio gay e degli anticoncezionali, quindi come può la sinistra scendere in piazza a protestare?

In caso di bombardamenti sulla Siria, temo che a pagarne le conseguenze possa essere la popolazione civile, come avvenuto in Serbia, Irak, Afghanistan, Vietnam, e in altri Paesi. Noi italiani non abbiamo dimenticato i selvaggi bombardamenti dei “liberatori” sulle nostre città, che tra i civili causarono più morti dei massacri compiuti dalle forze d'occupazione hitleriane. Pensiamo ad esempio alla strage del 20 ottobre 1944, quando i bombardieri “alleati” sganciarono tonnellate di bombe su Gorla (quartiere di Milano), distruggendo una scuola elementare e causando la morte di 184 bambini. Noi cristiani non odiamo nessuno, però vorremmo che certe cose non accadano più.

Invece di spendere soldi per bombardare la Siria e avvantaggiare i miliziani alqaedisti, non sarebbe meglio utilizzare quelle risorse finanziarie per aiutare le legioni di homeless che girovagano per le strade delle megalopoli americane?