Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 17 luglio 2014

Nuovo movimento liturgico

Anni fa l'abbé Claude Barthe rilasciò un'intervista alla combattiva associazione "Paix Liturgique", nella quale affermò che la Messa tradizionale non può sperare di reinserirsi massicciamente nelle parrocchie ordinarie senza la rinascita di un ambiente favorevole, alimentato dal vitale sostegno della riforma della riforma. A tal proposito auspicava che il rito di Paolo VI possa essere celebrato nel modo più tradizionale possibile (versus Deum, Comunione in ginocchio, Canone Romano, gregoriano, ecc.), creando in questo modo un ambiente favorevole al passaggio alla Messa tridentina.

Sono d'accordo con l'abbé Barthe, perché l'esperienza dimostra che coloro che in passato celebravano devotamente col Messale di Paolo VI, dopo il Motu Proprio "Summorum Pontificum" hanno aderito alla forma straordinaria del rito romano. Pensiamo ai vari don Alfredo Morselli, don Nicola Bux, padre Stefano Manelli, e tanti altri. Insomma, se tutti i sacerdoti avessero celebrato la Messa nuova in modo tradizionale, oggi la Messa tridentina sarebbe la forma "ordinaria" del rito romano. Del resto, senza un miracolo, sarebbe impensabile che un prete abituato a straziare la liturgia con irriverenze e abusi vari, improvvisamente decidesse di passare alla Messa tradizionale.