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martedì 14 ottobre 2014

Criticare il modernismo è un atto di carità

I modernisti ci accusano ingiustamente di fomentare le divisioni nella Chiesa. In realtà ad alimentare le divisioni sono loro con le eresie e con l'accanita persecuzione nei confronti di noi cattolici colpevoli di voler restare fedeli alla Tradizione.

Criticare gli errori e la barbarie del movimento modernista non costituisce peccato, anzi è un atto di carità. San Francesco di Sales nel suo celebre capolavoro "Filotea" esorta la sua figlia spirituale a parlare male dei nemici della Chiesa, perché è un atto di carità gridare "al lupo" quando tenta di sbranare le pecore. San Pio X nell'enciclica "Pascendi Dominici gregis" afferma che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti come i più pericolosi nemici della Chiesa. 

Dunque, bisogna continuare a gridare "al lupo", dobbiamo aprire gli occhi a tanta gente che ingenuamente si è lasciata ingannare dai mostruosi errori del modernismo, per esempio alle dottrine eretiche di quei teologi che negano la Risurrezione di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nel Santissimo Sacramento, la verginità perpetua della Madonna, l'eternità dell'inferno, l'esistenza del purgatorio, l'essenza sacrificale della Messa, e tante altre verità di fede.

Grazie ad internet abbiamo strappato il bavaglio mediatico che i modernisti ci avevano stretto alla bocca, e stiamo riuscendo a propagare la buona dottrina, la quale sta affascinando sempre più persone. Ormai il movimento tradizionale è un fiume in piena che sta dilagando e spazzando via le barricate delle anziane e demoralizzate truppe moderniste.