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lunedì 6 ottobre 2014

Manovre della propaganda progressista intorno al Sinodo dei Vescovi

Negli ambienti tradizionali c'è molta preoccupazione per la distruttiva disinformazione che la propaganda progressista, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, sta facendo al riguardo del Sinodo dei Vescovi. Molti giornalisti progressisti stanno facendo credere che la Chiesa Cattolica sia come una sorta di Parlamento, dove le leggi cambiano a seconda della maggioranza parlamentare del momento: ciò che può essere proibito come reato da una maggioranza conservatrice, successivamente può essere legalizzato da una maggioranza progressista. 

La Dottrina Cattolica è una cosa seria, non può essere preda del relativismo. Mentre le leggi meramente ecclesiastiche possono, con prudenza, essere modificate, invece la Legge Eterna di Dio non può essere modificata da nessuna creatura. Pensiamo ad esempio ai contraccettivi, il cui uso è intrinsecamente contrario alla Legge naturale che il Signore ha scritto nei nostri cuori, e che pertanto nessuna “maggioranza progressista” potrà mai rendere moralmente lecito.

Purtroppo, la propaganda avversaria sta causando enorme confusione tra le persone poco ferrate in questioni dottrinali, insinuando il dubbio che forse è possibile modificare quel che la Chiesa ha sempre insegnato al riguardo del divorzio, dei “matrimoni omosessuali”, della contraccezione, dei rapporti prematrimoniali, e di altri temi morali. Il Pontefice può solo cambiare le leggi puramente ecclesiastiche (ad esempio l'età che i Cardinali devono avere per poter partecipare a un Conclave), quindi i media non devono far credere ai fedeli che il Papa abbia la facoltà di cambiare quel che è stato stabilito da Dio nella sua infinita sapienza. 

Non è la prima volta che i mass-media progressisti seminano confusione tra i fedeli. Ecco cosa disse il grande Cardinale Giuseppe Siri il 12 dicembre 1965, appena tornato a Genova dopo la conclusione del Concilio Vaticano II: “[...] Penso che voi aspettiate da me qualche notizia [...] di qualcosa posso parlare subito e lo faccio volentieri, ben certo di chiarire e dimensionare quello che la volgarità dei mezzi d'informazione tutti tesi alla notizia impressionante e spesso alla più gretta faziosità ha bene spesso tolto all'esattezza, al rispetto ed alla misura. [...] Qualcheduno ha creduto che il Concilio stesse per dare il via alla peccaminosa restrizione delle nascite, proclamando gaudio agli uomini e alle donne senza controllati doveri in rapporto alla prole; ebbene leggetevi il capitolo della seconda parte del famosissimo Schema 13, dedicato al matrimonio e vedrete che è tutto il contrario. [...] sono in obbligo di ricordarvi che nulla di quanto appartiene alla già certa dottrina della Chiesa, e pertinente in qualsiasi modo diretto o indiretto alle verità di fede e di morale, nulla della costituzione della Chiesa, nulla di quanto è stato fissato da Cristo e - per suo mandato - dai Santi Apostoli, può essere mutato. Al di là di questa linea impreteribile [cioè che non si può tralasciare n.d.r.] c'è tutto il mondo dei mezzi e degli strumenti delle minute e contingenti regole disciplinari che può mutare sempre. [...] Si è fatto un gran chiasso sulla Collegialità dei Vescovi, quasi diventasse una limitazione del potere del Vicario di Cristo. Ma la Collegialità - è detto negli atti - nulla attribuisce ai Vescovi sulla Chiesa universale più di quello che se ne sapesse prima ed il Primato del Papa è quello che era. [...] Non che non sia mancato qualcuno che sognava di apporre qualche limite almeno indiretto all'esercizio dell'Autorità papale; ma se c'è stato ha avuto un'amara disillusione. [...] Ora sarà necessario lavorare perchè nessuno distorca o male interpreti gli atti [...]. Prevedo il tentativo di una distorsione e metto in guardia [...]".