Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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domenica 12 luglio 2015

Formazione liturgica

Riporto la risposta che ho inviato a una giovanissima lettrice del blog, la quale vorrebbe che nella sua parrocchia venisse fatta un po' di formazione liturgica per rendere più devota la partecipazione alla Santa Messa che è essenzialmente la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio della Messa.

Carissima in Cristo,
                               apprezzo molto il tuo desiderio di voler vedere una partecipazione più devota e consapevole dei fedeli alla Sacra Liturgia.

Ecco le mie considerazioni in proposito:

Innanzitutto il Codice di Diritto Canonico afferma che è un diritto dei fedeli il poter esprimere i propri desideri alle autorità ecclesiastiche, quindi non ci vedo nulla di male nella tua iniziativa.

Diceva San Pio da Pietrelcina che è più facile che il mondo sopravviva senza il sole che senza la Santa Messa. Purtroppo, come tu stessa hai notato, spesso nelle chiese si vede poco raccoglimento, poca devozione e poca serietà, e i frutti di questi atteggiamenti non possono essere che marci.

Mi domando in che modo possano essere attuati i corsi di formazione liturgica. Bisogna riflettere attentamente su questo aspetto. Se infatti il vescovo decidesse di far tenere il corso a uno di quei preti che in queste settimane sta sostituendo il tuo parroco, cioè uno di quelli che cambia le parole del messale o combina altri abusi liturgici, il corso non solo sarebbe inutile per le anime, ma anche dannoso. Ci sono preti infatti che fanno disinformazione, e ad esempio costringono i fedeli a restare in piedi durante la Consacrazione, obbligano i comunicandi a ricevere la Comunione sulle mani, proibiscono il canto gregoriano, e altre cose di questo genere.

Se invece il corso fosse tenuto da qualche persona di sicura fede, in questo caso penso possa essere molto utile ai fedeli, però bisognerebbe saperli convincere a partecipare in massa, poiché alcuni potrebbero erroneamente pensare che la formazione liturgica sia una cosa noiosa.

Dunque che fare? Potresti tentare di inviare al vescovo la lettera che mi hai fatto leggere (se vuoi posso suggerirti dei miglioramenti) e vedere cosa succede, nella speranza che il corso non sia effettuato da un fautore degli abusi liturgici.

In alternativa potresti vagliare altre possibilità. Ad esempio, dalle tue precedenti lettere ho compreso che sei una persona impegnata in parrocchia e in qualche associazione cattolica. All'interno di questi gruppi si potrebbe pensare di fare qualcosa, ad esempio leggendo e discutendo sul libro “Introduzione allo spirito della liturgia” dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger. Oppure si potrebbe invitare per un convegno sulla liturgia qualche sacerdote di sicura fede come Don [...] o uno dei preti dell'[...].

Io penso che riflettendo e valutando bene ogni aspetto, sia possibile organizzare qualcosa di interessante e benefico per le anime.

Da parte mia ti incoraggio a proseguire nel tuo impegno di “promozione cristiana” che ti sforzi di compiere in parrocchia. Apprezzo molto l'entusiasmo di quelle persone che non si limitano a lamentarsi della situazione disastrosa, ma si impegnano concretamente per migliorare le cose.

Ovviamente sono sempre disponibile a discutere con te su questo tema e su altri argomenti riguardanti il cattolicesimo.

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