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martedì 4 agosto 2015

Il battaglione maomettano del Duce

Tempo fa ho letto un’avvincente biografia di un sacerdote trentino, Padre Gabriele da Casotto (1901-1990), al secolo Candido Sartori, il quale in gioventù era stato un milite del Tercio (la legione straniera spagnola) allora comandata dal generale di brigata Francisco Franco, che in seguito diventò "el Caudillo de España". Alcuni anni prima dello scoppio della guerra civile spagnola, Candido abbandonò la legione, tornò in Italia, e si arruolò nell'Ordine religioso dei Frati Minori Cappuccini, dove gli venne imposto il nome di Gabriele. Dopo essere stato ordinato sacerdote, Padre Gabriele da Casotto si fece spedire missionario nella colonia italiana dell'Abissinia (Etiopia), dove lavorò arditamente nella propagazione della Fede tra gli indigeni. Dopo l'immane conflitto mondiale, Padre Gabriele dovette abbandonare l'Etiopia e andò in missione in Mozambico, che allora era una colonia del Portogallo di Salazar. Padre Gabriele notò la differenza tra le autorità portoghesi, le quali erano comprensive con i missionari e cercavano di venire incontro alle loro richieste, e le autorità italiane fasciste che aveva incontrato in Abissinia, che invece di favorire i missionari cattolici, facevano le preferenze nei confronti dei musulmani, nutrendo molta fiducia nei seguaci della religione di Maometto. In certi casi, arrivavano a mettere in difficoltà i poveri missionari pur di coccolare i maomettani, i quali molestavano copti, cattolici e pagani, per costringerli con la forza ad aderire all'islam. Venne formato un battaglione indigeno composto quasi completamente da islamici, che riscuoteva la simpatia dei fascisti. Quando nei primi mesi del 1941 si venne a sapere che l'esercito britannico stava avanzando speditamente dal Kenya verso l'Etiopia, quel battaglione indigeno si sfaldò come polistirolo (quasi tutti i soldati disertarono). Rimasero fedeli all'Italia solo dodici combattenti etiopi, tutti cattolici. E così finì il battaglione islamico agli ordini di Mussolini in Africa Orientale. Sic transit gloria mundi.