Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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sabato 24 ottobre 2015

Pillole di Teologia Morale: è lecito desiderare la morte?

Ci sono dei casi in cui è lecito desiderare di morire? Ecco cosa scrisse in proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa e Patrono universale dei Confessori e dei Moralisti:

* Se alcuno si desiderasse la morte per andare in paradiso a starsene con Gesù Cristo, come desiderava s. Paolo: Coarctor... desiderium habens dissolvi, et esse cum Christo: o per liberarsi dal pericolo di offendere Dio, oppure per liberarsi da qualche gran travaglio che potesse indurlo a disperarsi, o a commettere qualche altro peccato, come Elia che desiderava morire per liberarsi dalla persecuzione della regina Iezabele, allora sarebbe lecito; ma non è lecito poi desiderarsi la morte per rabbia ed impazienza.

Così anche Soto, [e altri autori...] permettono il desiderare la morte propria, quando alcuno stimasse meno dura la morte che la sua vita penosa, per causa dell'infermità, della povertà, o d'altra tribolazione che patisce. E ciò non mi pare improbabile


P. S. Onde evitare che qualche persona con problemi psichici possa interpretare male le parole alfonsiane, preciso che se nei casi sopra descritti è lecito desiderare la morte, non è lecito togliersi la vita (suicidio) o metterla a repentaglio senza giusta e proporzionata causa (ad esempio "giocando" alla "roulette russa").