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mercoledì 18 novembre 2015

Avere un blocco durante la confessione dei peccati

Una persona mi ha scritto per porgermi il seguente quesito:


[…] ho un mio dubbio che vorrei chiederti... mi succede a volte di confessarmi e di uscire dal confessionale... con la sensazione di non essermi confessata bene, (mi si bloccano le parole e non riesco a dire quello che voglio al padre confessore, che fare?) così poi non mi sento degna di fare la Comunione [...]


Carissima in Cristo,
                                     ti ringrazio per avermi scritto.

Spero che tu possa trovare presto un buon confessore che possa aiutarti nella vita spirituale. Purtroppo, oggi non è raro trovare dei preti che insegnano errori dottrinali su questioni morali. Per questo motivo è necessario affidarsi a dei sacerdoti fedeli al Magistero della Chiesa.

Adesso rispondo al quesito circa le tue confessioni. Innanzitutto quella sensazione di non sentirti ben confessata, o di non sentirti degna di comunicarti col Corpo di Cristo, è un segno di delicatezza di coscienza, e ciò è molto positivo. Magari avessero tutti una coscienza delicata!

Dunque, che cosa può essere quella tua sensazione? Se è senza fondamento può essere ciò che in Teologia Morale si definisce “scrupolo”, nel qual caso le tue confessioni sono buone e valide, e non devi tenere più in conto questi pensieri che ti tolgono la devozione. Non preoccuparti, adesso ti spiego come fare a scoprirlo.

Se le parole che ti si sono “bloccate” riguardavano peccati con materia “leggera” (ad esempio piccole bugie), oppure peccati gravi compiuti senza piena avvertenza (ad esempio in un momento di distrazione non avvertivi pienamente che stavi commettendo un peccato grave), oppure compiuti senza pieno consenso della volontà, in questo caso non c'è nessun problema, perché confessare queste cose è facoltativo. Anche i peccati mortali dubbi, cioè quando non sei in grado di giurare di aver avuto piena avvertenza o aver dato pieno consenso, non sei obbligata a dirli al confessore.

Se invece le parole “bloccate” riguardavano peccati gravi, commessi con piena avvertenza e deliberato consenso, in questo caso bisogna fare una distinzione. Se erano parole “non necessarie”, allora non c'è problema. Ad esempio se uno ha rubato della frutta, non è necessario che specifichi se erano mele o pere. Se invece ha rubato un oggetto antico, potrebbe essere necessario specificare ulteriormente il tipo di oggetto rubato nel caso in cui si tratti di un oggetto sacro, poiché in quel caso oltre al peccato di furto si commette anche peccato di sacrilegio. Era solo un esempio per farti capire cosa intendevo dire per parole “non necessarie”.

Se una persona non è riuscita a dire cose “necessarie”, la prossima volta che si confesserà basterà che dica che nelle precedenti confessioni ha avuto un blocco e non è riuscita a confessare bene certe cose, e sono certo che un buon confessore capirà tutto e l'aiuterà ad accusarsi di quelle cose in maniera naturale, con semplicità e tranquillità. Quando uscirà dal confessionale, quella persona si sentirà sollevata e piena di gioia interiore.

Un errore che spesso si commette è quello di vedere la Confessione con paura, in realtà è un sacramento che procura letizia nell'anima, poiché l'unica sentenza che può essere emessa è l'assoluzione. Come è buono Gesù, basta che noi confessiamo con sincero pentimento un peccato a un suo sacerdote, ed Egli ce lo perdona generosamente!

Prima di entrare nel confessionale è cosa ottima pregare la Madonna, ella è nostra Madre e Mediatrice di tutte le grazie, e come tutte le madri è felicissima di aiutare i figli, facendogli fare una buona confessione.

Hai fatto bene a porgermi questo quesito, perché è meglio chiarire certe cose prima di confessarsi, così quando entrerai in confessionale, saprai già cosa dire e cosa non è necessario dire. Se hai altre domande da farmi, ti risponderò molto volentieri.

In Gesù e Maria,

Cordialiter