Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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venerdì 8 gennaio 2016

Vita interiore

Sono molto contento che il blog sia seguito da molte persone attratte dalla vita ascetica, le quali cercano di vivere il cristianesimo in maniera profonda. Eleonoram mi ha domandato come nacque l'idea di aprire dei blog su temi religiosi. Ecco la mia risposta seguita dalla sua replica.


Cara sorella in Cristo,
ti ringrazio per le parole piene di unzione spirituale che mi hanno edificato molto.

Adesso rispondo alla tua domanda. Il blog "Cordialiter" l'ho aperto nel 2008 sull'onda dell'entusiasmo del Motu Proprio "Summorun Pontificum" promulgato l'anno precedente da Benedetto XVI. All'inizio era principalmente un "notiziario", ma col tempo ho capito che era importante dare ampio spazio a scritti ascetici, infatti sono convinto che il modernismo vada combattuto principalmente col rilancio della vita devota. Infatti quella che stiamo combattendo è una battaglia spirituale, quindi solo usando le armi della fede (preghiera, penitenza, buon esempio, ecc.) possiamo riuscire a prevalere. Se noi cattolici fedeli al Magistero perenne della Chiesa praticassimo in maniera eroica le virtù cristiane e vivessimo un'intensa vita spirituale, otterremmo molte più grazie da Dio, le conversioni si moltiplicherebbero in maniera esponenziale, i buoni seminari e monasteri si propagherebbero dappertutto, ecc. L'apologetica da sola non basta a debellare la piaga del modernismo, è necessario curare la vita interiore e impegnarsi a vivere il cristianesimo in maniera coerente e fervorosa.

Il blog vocazionale è sorto nel 2010 riflettendo sul fatto che le crisi ecclesiali sono state affrontate da Dio sempre nello stesso modo, e cioè rilanciando la vita religiosa, inviando nella Chiesa San Benedetto, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio, Santa Teresa, Sant'Alfonso e tanti altri santi religiosi. Pertanto ho pensato che anche oggi sia necessario rilanciare la vita consacrata, soprattutto facendo conoscere gli istituti religiosi migliori. Se tutti i giovani vocati entrassero nei buoni istituti, la crisi ecclesiale terminerebbe nel giro di pochi decenni, poiché gli istituti rilassati e quelli in odor di modernismo si estinguerebbero per mancanza di nuove reclute.

In Corde Matris,

Cordialiter



Caro D.,
vorrei parlarti di alcuni pensieri legati alla tua mail. Infatti ci sono due cose che mi hanno colpita in merito ai tuoi blog. La prima è quando dici: “ho capito che era importante dare ampio spazio a scritti ascetici, infatti sono convinto che il modernismo si combatte principalmente col rilancio della vita devota”. La seconda quando aggiungi: “Il blog vocazionale è sorto nel 2010 riflettendo sul fatto che le crisi ecclesiali sono state affrontate da Dio sempre nello stesso modo, e cioè rilanciando la vita religiosa, inviando nella Chiesa San Benedetto, San Domenico, San Francesco, Sant'Ignazio, Santa Teresa, Sant'Alfonso e tanti altri santi religiosi. Pertanto ho pensato che anche oggi sia necessario rilanciare la vita consacrata…”.

Queste due ramificazioni – una dedicata ai laici devoti e una ai religiosi fervorosi - mi hanno fatto pensare alle parole che S. Giovanni Paolo II rivolgeva a tutti i credenti: “La Chiesa siamo noi”. Era bellissimo questo “noi”, perché voleva dire religiosi e laici insieme. (...) Ecco, mi sembra sia proprio quello che stai facendo tu, con il blog devozionale per i laici e quello vocazionale per i religiosi, sollecitando e favorendo una spiritualità fervorosa, militante, innamorata di Cristo, in entrambi i casi.

Forse Gesù intendeva anche questo - laici e religiosi insieme - quando manda i suoi 72 discepoli “a due a due”. I Padri della Chiesa hanno notato che il numero settantadue ricorda i popoli della "tavola delle nazioni" nel libro della Genesi (cap. 10), quindi questo numero indicherebbe in pratica tutti gli uomini della terra. Un altro Padre, S. Gregorio Magno, osservava che i discepoli devono essere anzitutto messaggeri della carità di Cristo, la quale si esercita ed è visibile nell'amore reciproco, per questo camminano “a due a due”.

Perciò questo essere inviati “a due a due” ha una meravigliosa ricchezza di lettura, può anche voler dire religiosi e laici che camminano insieme fianco a fianco nella Chiesa. Pensando ad esempi noti, mi viene in mente la scrittrice e poetessa Gertrud Le Fort e la sua amicizia con la carmelitana suor Teresa Benedetta della Croce (l’ex filosofa Edith Stein), ma anche Guglielmo Marconi e il suo padre spirituale gesuita che era uno scienziato come lui, lo scrittore Tolkien autore del Signore degli Anelli e il suo padre spirituale a cui faceva leggere le bozze (ad esempio il personaggio Tom Bombadil ha molti tratti in comune con S. Francesco d’Assisi) o, ancora, il poeta Clemente Brentano e la Beata Caterina Emmerick…

“A due a due” può naturalmente voler dire anche un marito e una moglie, come i coniugi Guerin da poco canonizzati dal Papa. Ma anche una madre e un figlio (penso subito a S. Monica e S. Agostino, o S. Elena e il figlio Costantino). Pure un confratello e una consorella: come non pensare a S. Giovanni della Croce e a S. Teresa d’Avila che insieme hanno riformato il Carmelo.

Ma, tornando al ruolo congiunto dei religiosi e dei laici nella Chiesa (...) mi sembra che Cordialiter possa veramente dare il suo contributo in una crescita spirituale cristiana che, per la matematica sovrabbondante di Dio e la logica della comunione dei santi, può avere benefiche ricadute su tutti.

Eleonoram