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giovedì 25 febbraio 2016

Circa il numero dei dannati

Tempo fa mi ha scritto un caro lettore (e generoso sostenitore) del blog, il quale era rimasto terrorizzato dopo aver trovato da qualche parte delle cifre spaventose sul numero dei dannati: su decine di migliaia di persone morte nella stessa ora, solo poche si sarebbero salvate. Possono essere cifre reali? Io non so qual è la percentuale delle anime che si dannano, ma non penso che questi numeri siano fondati. E posso dimostrarlo. Ecco la mia risposta a quel lettore.


Caro fratello in Cristo, ti ringrazio di avermi scritto, così mi dai la possibilità di chiarire questo argomento sul quale avevo già riflettuto in passato. Ho letto nelle “Prediche quaresimali” di San Leonardo da Porto Maurizio (che a sua volta citava San Vincenzo Ferrer) che un eremita morto nella stessa ora in cui morì San Bernardo, apparve al suo vescovo, al quale disse che in tutto il mondo in quella stessa ora morirono 30.000 persone, delle quali due andarono in paradiso (lui e San Bernardo), tre andarono in purgatorio, e tutte le altre all'inferno.

Ho fatto due conti e ho constatato che non possono essere dati reali, infatti è impossibile che a quei tempi morissero 30 mila persone all'ora, perché altrimenti i morti in un anno sarebbero stati circa 260 milioni, mentre secondo gli storici intorno all'anno 1.000 (San Bernardo è morto nel 1153) la popolazione mondiale era di circa 300 milioni. Senza contare il fatto che a quei tempi la mortalità infantile era altissima, mentre è da presumere che tra i 30.000 non sono stati conteggiati i bimbi, perché altrimenti avrebbero fatto aumentare il numero dei salvati. Infatti i bambini morti prima di raggiungere l'età della ragione (la quale in genere viene raggiunta attorno ai 7 anni) non possono andare all'inferno, perché sono incapaci di avere piena avvertenza della gravità di un peccato mortale.

Quindi se ai 30.000 morti adulti sommiamo pure i bambini, i decessi complessivi in un anno non sarebbero stati “solo” 260 milioni, ma molti di più. Pertanto il numero dei morti sarebbe stato superiore a quello dei vivi. È impossibile, perché altrimenti gli esseri umani si sarebbero già estinti da secoli, mentre invece sono aumentati in modo esponenziale. 

Questo racconto sul numero dei dannati è stato riportato da santi scrittori, i quali non potettero verificare l'infondatezza delle cifre, visto che non sapevano quanto fosse numerosa la popolazione mondiale ai tempi di San Bernardo. 

San Remigio, Santa Teresa, Sant'Alfonso, ecc. dicevano che la maggioranza dei cristiani adulti va all'inferno (figuriamoci i non cristiani), ma non dicevano che si salva solo lo 0,017% della popolazione (cioè 5 su 30.000). Certi numeri infondati servono solo a seminare disperazione. 

Io ho molte speranze che la percentuale degli adulti che si salvano sia più alta di un misero 0,017%. Ci sono tanti racconti di persone che poco prima di morire si sono riconciliate con Dio, tramite la Confessione o almeno con un atto di contrizione perfetta. Per esempio Sant'Alfonso nel libro "Le Glorie di Maria" racconta di una prostituta che quando morì, tutti pensarono che si fosse dannata. Ma poi la sua anima apparve a una monaca per chiederle di pregare per lei che stava in purgatorio. La monaca le chiese come avesse fatto a salvarsi. L'anima le rispose che vedendosi ormai vicina alla morte, invocò la Madonna, la quale le ottene la grazia di fare un atto di contrizione perfetta (cioè il pentimento scaturito principalmente dalla consapevolezza che coi peccati abbiamo offeso Dio che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa), e così venne perdonata dal Signore e si salvò.

Santa Faustina Kowalska nel suo Diario racconta che una volta chiese a Gesù di salvare tutte le anime delle persone che in tutto il mondo sarebbero morte in quel giorno, e il Redentore l'esaudì. Se pensiamo che oggi tanta gente recita la Coroncina della Divina Misericordia, possiamo sperare che un bel numero di anime riesca a convertirsi prima di morire. 

Lo stesso Gesù confidò a suor Consolata Betrone che una sola giaculatoria "Gesù, Maria, vi amo, salvate tutte le anime!", detta con devozione può salvare un'anima. E in un giorno chissà quante giaculatorie vengono dette nel mondo da persone pie (ad esempio dalle suore di clausura). Io penso che tante anime vadano all'inferno (come ha detto la Madonna a Fatima), ma non che la quasi totalità della popolazione si danni.

Insomma, non dobbiamo pensare che vadano tutti in paradiso, ma neanche che quasi tutti si dannino. Dobbiamo cercare di vivere sempre in grazia di Dio, e impegnarci seriamente a salvarci, senza però vivere nel terrore e sprofondare nella disperazione. Per salvarsi l'anima basta avere buona volontà ed essere disposti a qualsiasi sacrificio pur di non peccare mortalmente. Poi bisogna sperare nei meriti della Passione di Cristo e affidarsi alla Divina Misericordia. 

Spero di averti tranquillizzato un po'. Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria, 

Cordialiter



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