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martedì 8 marzo 2016

Gesù ha risollevato la dignità umana della donna

Ho ripescato una vecchia e-mail di Maristella da usare come spunto per spiegare come il Redentore Divino risollevò dal degrado e dalla quasi schiavitù la condizione della donna.


Caro fratello in Cristo,
                                         che Dio ti benedica!

Grazie a te, anche per me le amicizie spirituali, in cui ci si aiuta nel cammino sulla strada stretta verso il Regno dei Cieli, sono veramente preziose!

Io non ho fratelli nella carne ma ben due fratelli nella Fede (dei quali uno sei tu) e per questo il mio cuore è colmo di letizia e gratitudine verso il Signore. Io non merito questi doni, ma Lui, nella Sua infinita sapienza e misericordia, me li ha voluti fare per aiutarmi nel cammino di Fede. Da sola non potrei niente, ma il Signore può tutto. 

Noi ci aiutiamo molto, ci esortiamo continuamente a fare il bene e a sperare nel Signore e nel Suo indefettibile aiuto, risvegliamo la speranza quando le illusioni del Nemico ci confondono. Abbiamo compreso che il Signore ci ha posto uno accanto all'altra in una relazione di fratellanza. Quanto sono preziose queste amicizie, e quanto sono rare! Occorre proprio che il Signore guidi le anime a lasciarsi andare nel Suo amore per potersi purificare da ogni egoismo ed essere pronte a incontrare i propri veri fratelli, la propria vera famiglia...

Io cerco sempre - nonostante tutte le mie cadute, i miei errori, i miei peccati - di donarmi tutta al Signore, di diventare il suo umile strumento per compiere la Sua (e non la mia!) volontà, perché io sono convinta di esistere solo per fare la Sua volontà.

Grazie di cuore per tutto quello che fai, una luce che brilla nelle tenebre. Ti assicuro la mia preghiera.

Sia lodato Gesù Cristo

Maristella



Cara sorella in Cristo,
                                   ho molta stima nei tuoi confronti, pertanto per me è un onore essere considerato da te come una sorta di “fratello acquisito”. In effetti siamo davvero “fratelli spirituali”, perché siamo entrambi “figli adottivi di Dio”, come insegna San Paolo, l'Apostolo delle Genti.

Apprezzo tantissimo questo clima fraterno e cordiale che si è instaurato con molti lettori e lettrici del blog, quasi a formare una grande “famiglia on-line”. Anche se abitiamo lontano (alcuni vivono all'estero), ci sentiamo spiritualmente uniti dall'amore per Gesù Cristo, il nostro amabilissimo Redentore. Dal 2008 (quando ho aperto il blog “Cordialiter”) ad oggi, ho ricevuto l'aiuto di tante persone, penso ad esempio alle innumerevoli lettere che mi avete scritto, con le quali avete arricchito i miei siti con interessanti riflessioni spirituali. Devo ringraziare in modo particolare voi donne per l'enorme lavoro che avete svolto per il blog. Ma non mi stupisce il vostro altruismo nell'aiutarmi a fare del bene alle anime, infatti quando si tratta di fare qualcosa per la gloria di Dio, mostrate spesso uno zelo particolare.

Fu il Redentore Divino a rivalutare la dignità umana della donna, risollevandola dallo stato degradante nella quale era stata confinata sia dalla mentalità ebraica che da quella pagana. Don Dolindo Ruotolo (1882-1970), il mio esegeta preferito, nell'aureo libro “La Vita di N. S. Gesù Cristo”, pubblicato dall'Apostolato Stampa di Napoli, ha scritto delle riflessioni interessanti su questo argomento. Secondo questo pio sacerdote napoletano i pagani consideravano la donna come una creatura senz'anima, cioè una sorta di animale un po' più grazioso, fatto unicamente per il piacere materiale dell'uomo. Anche tra gli ebrei era diffusa l'usanza di trattare le donne come esseri inferiori. Invece, Gesù, tramite una via indiretta ma ugualmente nobile, elevò la donna alla stessa dignità umana dell'uomo. In che modo? Il Salvatore volle associare indirettamente la donna al suo apostolato, affidandole dei compiti utili ed efficaci, anche se nascosti e sconosciuti.

Riporto alcuni brani di Don Dolindo, tratti dal suddetto volume: “La donna ha nel suo cuore un tesoro di tenerezza e di esattezza: essa intuisce le sofferenze altrui, le sente, vi provvede con accuratezza… È sempre una madre, ogni qual volta benefica. Se dà sfogo alla sua vanità, ai suoi pettegolezzi, alle sue passioni, diventa pessima tiranna e, dove mette mani, ivi semina la rovina […]. Ma quando diventa umile benefattrice […], allora ha una forza mirabile d'attività, che fa nascere fiori olezzanti per dove passa. Gesù si era fatto uomo, e come tale si era sottoposto a tutte le nostre miserie, dunque, aveva bisogno di provvedere alla vita materiale sua ed a quella dei suoi apostoli; aveva bisogno di mangiare, di bere, di vestirsi… Ora, se avesse voluto pensare Lui stesso a queste cose materiali, quanto tempo prezioso non avrebbe sottratto all'opera sua? Aiutarlo in queste necessità temporali equivaleva dunque allo stesso che dare valore ad un tempo prezioso e divinamente prezioso: lavorare alla cucina, mentre Gesù e i suoi lavoravano per il bene delle anime, era lo stesso che lavorare per le anime e lavorarvi con l'attività stessa di Gesù. Era uno scambio d'attività del medesimo valore, benché il mondo non poteva accorgersi di questo scambio. Gesù, dunque, permettendo ad alcune pie donne di seguirlo e di provvedere alle sue necessità, ha usato loro una grande misericordia ed ha reso nobile lavoro di apostolato un lavoro che fino allora era stato sintomo di sudditanza e d'oppressione! […] Gesù permise che lo seguissero in questo ufficio, nascosto e nobile nel tempo stesso, alcune donne che erano state beneficate da Lui. Il beneficio ricevuto  dava naturalmente alla loro sollecitudine una tenerezza materna e le conservava in quella santa umiltà, che è il fondamento di ogni opera buona. Così Maria Maddalena era stata liberata dai lacci del peccato e dal disonore di una vita depravata e lo seguiva per la grande riconoscenza che sentiva verso il suo benefattore. Giovanna [...] lo seguiva parimenti per riconoscenza, avendole Gesù guarito un figlio, che era stato vicino a morire. Susanna, Maria Salome, Maria Cleofa ed alcune altre donne, delle quali non conosciamo neppure il nome, formavano il resto del piccolo esercito di cooperatrici che Gesù si era scelte. Vedremo più tardi quanto gli fossero state fedeli fin sul Calvario, fin dopo la morte e, mentre gli apostoli innanzi al pericolo fuggirono, esse solo affrontarono il pericolo di una moltitudine efferata, pur di seguirlo e di compiangerlo, almeno in quei dolori dai quali non potevano sollevarlo. E non erano tutte persone del popolo queste pie donne, anzi la maggior parte di esse appartenevano a famiglie cospicue. Esse però non credevano d’umiliarsi, facendo l’ufficio delle serve verso di Gesù, ma se ne sentivano altamente onorate. Avendo l’anima più libera da preconcetti [...], esse intuivano più agevolmente la grandezza che Gesù celava sotto umili spoglie, e sentivano meglio la vita divina di Lui, in un insieme di profonde emozioni spirituali, che tenevano l’anima loro in una elevazione morale, capace di far apprezzare la grazia divina, della quale Gesù era fonte mirabile! Così si spiega come la loro fedeltà sia stata sempre costante ed immutabile, anche nelle ore dell’umiliazione e del pericolo. Anche oggi continua questo sublime spettacolo di delicatezza e di purità, anche oggi si vedono le grandi dame e le umili massaie, unite insieme da questo divino ideale, nelle opere della carità e della beneficenza, nella rinunzia completa di se stesse. Dove non entra Gesù come fine, la carità non è che una moda come le altre, non è che un’ostentazione vanitosa, non è che un fiore che subito appassisce e si sfronda: è piena d’apparenze e manca di quel delicato profumo, che è il segreto dei piccoli fiorellini nascosti. Questa carità effimera muore come muore la vanità che la muove: è destinata all’esaurimento, al disprezzo, al disonore, mentre la carità ispirata da Gesù è anch’essa come il piccolo granello di senape, che si sviluppa e riempie tutta la terra. La donna ha una grande missione nelle opere di Dio, ma al solo patto che si conservi pura ed umile […]." 

Carissima sorella in Cristo, ogni giorno il blog è visitato da centinaia di persone. Ovviamente io non conosco tutti i visitatori abituali del sito, ma solo quelli che mi scrivono. Dalle lettere che ricevo ho la sensazione che il blog sia seguito principalmente da un pubblico femminile. Comunque, non ci sarebbe da stupirsi più di tanto se le cose stessero effettivamente così. Infatti ho l'impressione che molti uomini cattolici di area tradizionale preferiscano post su questioni prettamente liturgiche, oppure quelli in cui vengono denunciate le malefatte dei modernisti (sono entrambi argomenti interessanti, purché vengano trattati in maniera seria, non in modo “poco cristiano”). Mi sembra che invece le donne preferiscano i post che procurano conforto e consolano il cuore, soprattutto quelli di argomento ascetico che suscitano devozione. Del resto è risaputo che le donne sono particolarmente portate per la pratica della vita devota, basti pensare alla netta maggioranza femminile tra le persone che vanno abitualmente a Messa, oppure al fatto che nell'orbe cattolico le suore sono molto più numerose (circa il doppio) di preti, frati e monaci messi assieme.

Personalmente sono particolarmente grato a voi lettrici del blog per il vostro prezioso aiuto. Infatti senza le vostre bellissime lettere ricche di unzione spirituale, probabilmente i miei siti principali (questo e quello vocazionale) apparirebbero meno interessanti. Ma ci sono altri dati che mi spingono ad essere sinceramente grato verso di voi, ad esempio il fatto che circa il 90% delle traduzioni fatte per i miei blog in lingue estere, sono state realizzare (gratuitamente) da donne. Ma soprattutto, se i miei blog sono ancora faticosamente in piedi (sottolineo il termine “faticosamente”), il merito principale è del pubblico femminile che sta sostenendo i miei sforzi con generosità (circa il 70% delle donazioni che ho ricevuto finora tramite Paypal e bonifici bancari sono state effettuate da voi donne). Ovviamente ringrazio di cuore pure gli uomini che mi aiutano fraternamente.

Ho notato che quando c'è da fare qualcosa per la maggior gloria di Dio, voi donne vi schierate spesso sulla prima linea del fronte (come le “truppe speciali” delle Forze Armate). Per esempio quando ho proposto di fondare una comunità cristiana per fedeli laici, circa il 90% delle persone che mi hanno manifestato il proprio interesse all'iniziativa sono donne. Io detesto il femminismo di stampo massonico-socialista-progressista, ma apprezzo molto il femminismo cristiano illustrato ad esempio da San Pio X e dal Beato Giacomo Alberione. E voi lettrici che con tanto affetto seguite il blog e mi aiutate in diverse maniere (facendomi pubblicare, protette da pseudonimo, le vostre e-mail spirituali, segnalandomi iniziative, inviandomi libere donazioni, eseguendo gratuitamente traduzioni, dandomi suggerimenti e consigli, ecc.), state dimostrando concretamente il vostro vero valore, che non consiste nell'aspetto fisico (come purtroppo appare spesso nel mondo della televisione), ma nella vita soprannaturale delle vostre anime immortali create ad immagine e somiglianza di Dio.

Carissima Maristella, incoraggiandoti a continuare a servire Cristo Re seguendo l'esempio delle pie donne del Vangelo e di tutte le sante (soprattutto quelle che si sono santificate nel mondo), e rinnovandoti la mia grande gratitudine per la tua preziosa collaborazione, ti saluto fraternamente in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter