Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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lunedì 30 maggio 2016

Circa le donne che si accostano alla Comunione vestite indecentemente

Molte donne, specialmente nei mesi estivi, vanno a Messa vestite con abiti spudorati, e così svestite osano addirittura accostarsi alla Sacra Mensa. Ecco cosa scrisse in proposito Don Giuseppe Frassinetti, un pio, dotto e zelantissimo sacerdote genovese del XIX secolo, autore di numerosi libri edificanti. Per rendere più agevole la lettura ho tradotto in italiano corrente qualche termine desueto.


Per le donne che si accostano alla Sacra Mensa vestite indecentemente. 

È grande profanazione che le donne entrino in Chiesa ed assistano alle sacre funzioni vestite indecentemente; ma profanazione maggiore, se così vestite si presentino alla SS. Comunione. E veramente i Ministri di Dio devono adoperarsi quanto possono per impedire tali profanazioni, che sono sempre con grande scandalo dei fedeli. Pare che singolarmente riguardi queste donne il testo nolite dare Sanctum canibus; perché quelle che portano l'immodestia, non solo in Chiesa, ma anche alla santa Mensa nell'atto stesso si sublime e venerando di ricevere le carni dell'Agnello Immacolato, bisogna ben dire che abbiano perduto tutto il pudore. Tuttavia poiché i Sacramenti non si possono negare a coloro che pubblicamente li domandano, se non ne siano apertamente indegni, non si dovrà negare la SS. Comunione se non a quelle donne che sono evidentemente e gravemente immodeste. La gravità poi del disordine dovrà misurarsi dagli usi, e dal senso comune del paese. Infatti dove generalmente è invalsa maggiore libertà nel vestire, ivi fa meno colpo una moda di vestire più libera; e così viceversa. Per la qual cosa il Sacerdote non dovrebbe mai negare la SS. Comunione ad una donna che si presentasse vestita con indecenza, se non vedesse chiaramente che atteso il costume del paese quella donna desse col suo vestire un grave scandalo, giudicato tale ivi universalmente. Se poi non presentasse una indecenza così grave, potendosi, si dovrebbe correggere privatamente, chiamandola dopo la Comunione in Sacrestia, ed ivi facendole osservare il disordine, la profanazione e lo scandalo. Ciò s'intende quando cautamente e prudentemente si potesse fare. Sarebbe poi anche meglio farla avvisare da qualche pia donna, la quale potrebbe farle la correzione all'orecchio in Chiesa.

[Brano tratto da "Compendio della Teologia Morale di S. Alfonso M. de' Liguori" di Don Giuseppe Frassinetti]