Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

lunedì 9 maggio 2016

Il modernismo si combatte anche con la virtù dell'umiltà

Come ho già detto in passato, il regime modernista si combatte essenzialmente con la pratica ardente delle virtù cristiane. A tal proposito pubblico la lettera di un carissimo lettore e generoso sostenitore del blog, al quale ho risposto volentieri.



Caro D.,
                (...). Ti sto scrivendo, amico mio carissimo, per chiederti un consiglio. Purtroppo non ho un direttore spirituale e non riesco a trovarne uno ( ... spesso ricevo suggerimenti sbagliati). 

In questo periodo a lavoro mi è capitato di fare delle cose che mi hanno fatto capire che le mie conoscenze tecniche sono superiori rispetto ai miei capi. Vedo che riesco ad essere autonomo, risolvere problemi da solo, usare metodi e tecniche che gli altri ignorano. Dentro di me sento una grande rabbia perché vedo come ingiusto il fatto che io sono al di sotto di coloro che ne dovrebbero sapere di più di me. Certo considero anche la mia cecitá perché non vedo le mie lacune che magari gli altri vedono. Mi capita di arrabbiarmi quando chi è sopra di me mi dice come spendere il tempo, su cosa lavorare, e provo rabbia quando penso che dovrei guadagnare di più, mi sento sfruttato, sottopagato e non riesco ad andare avanti. Non paleso la mia rabbia ma cerco di contenerla dentro di me. 

(...) Cosa posso fare per cancellare completamente tali sentimenti dal mio cuore? (...) Mi puoi suggerire qualcosa?

Grazie per l'attenzione e non preoccuparti, so che sei impegnato, rispondi se e quando lo ritieni opportuno.

In corde Matris,

(lettera firmata)



Carissimo in Cristo, 
                                anche se con molto ritardo, rispondo volentieri alla tua e-mail.

Non sono affatto stupito del fatto che tu non riesca a trovare una valida guida spirituale. Oggi è molto difficile trovarne una davvero adatta a questa delicata missione. Deve essere una persona dotta (esperta di Teologia Morale e anche di Ascetica), prudente e soprattutto ricca di carità fraterna. Oh, come è raro trovare in giro zelanti direttori spirituali come Padre Adolphe Tanquerey, Padre Felice Maria Cappello, Don Dolindo Ruotolo, Padre Réginald Garrigou-Lagrange e altri pii e dotti sacerdoti vissuti nel XX secolo!

Riconoscere le proprie qualità non è orgoglio. Sarebbe falsa umiltà negare di averle. Per allontanare i sentimenti di orgoglio ti basta affermare in cuor tuo che il merito delle tue qualità naturali e spirituali è solo di Dio che te le ha donate, mentre di tuo hai solo la responsabilità dei tuoi peccati.

Inoltre quando hai pensieri di orgoglio ti consiglio di riflettere sulla vita del Redentore Divino, il quale su questa Terra non visse una vita comoda e agiata come i faraoni e gli imperatori, ma visse umilmente sottomettendosi a gente inferiore di lui (siamo tutti sue creature), e venne villanamente disprezzato (non solo durante la Passione) e ferocemente perseguitato sino a venire "giustiziato" su una croce, come si faceva coi delinquenti. Eppure era Dio.

Pertanto, se Gesù sopportò con pazienza tante umiliazioni sin dall'infanzia (nacque in una stalla e poco tempo dopo dovette emigrare in Egitto in mezzo a molti disagi, divenuto più grande lavorò con San Giuseppe in una povera bottega artigiana, ecc.), a maggior ragione noi miserabili peccatori dobbiamo sopportare con pace le umiliazioni pensando che in fondo ce le meritiamo a causa delle nostre innumerevoli colpe, mentre il Salvatore meritava di essere trattato da Re dei re, essendo consustanziale al Padre, cioè della stessa sostanza divina dell'Eterno Padre.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter