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martedì 10 maggio 2016

Nel fronte modernista c'è un'atmosfera da fine impero

Una lettrice del blog mi ha scritto col cuore in lacrime per la confusione dottrinale che serpeggia tra i cristiani. Ecco la mia risposta.


Cara sorella in Cristo,
                                      stai facendo benissimo a leggere gli scritti dei Sommi Pontefici, è come se stessi prendendo un vaccino contro i morbi pestilenziali (cioè le eresie e le ambiguità dottrinali) che imperversano nel mondo facendo strage di anime. Per esempio la “Humanae Vitae” afferma esplicitamente che l'uso degli anticoncezionali è intrinsecamente perverso, pertanto non possono mai essere utilizzati per impedire la procreazione. Invece i modernisti seminano un sacco di confusione facendo credere che in alcuni casi (ad esempio se i coniugi sono poveri) possono essere utilizzati lecitamente. Ciò è falso, ma purtroppo sono tanti quelli che credono alle loro menzogne.

Adesso la battaglia principale è quella in difesa dell'indissolubilità del matrimonio. Gesù ha affermato esplicitamente che non è lecito lasciare il proprio coniuge per prenderne un altro. Lui è Dio, e se ha vietato il divorzio lo ha fatto per il bene della società e di ciascuno di noi. Ma ora i novatori vorrebbero sdoganare il divorzio separando la pastorale sulla famiglia dalla tradizionale dottrina cattolica sul matrimonio. Ma questa è un'assurdità! La pastorale per dare buoni frutti deve essere ancorata alla dottrina, non può esserle in contrasto. I novatori affermano: “Gesù ha vietato il divorzio, ma noi per motivi pastorali dobbiamo permetterlo”. Ma una cosa del genere sarebbe un calpestare la Legge di Dio! Allora ragionando allo stesso modo i novatori potrebbero chiedere (sempre per motivi pastorali) di sdoganare anche l'aborto, la contraccezione, la fornicazione, la sodomia, il furto, la menzogna, e qualsiasi altro peccato.

I divorziati risposati non possono ricevere la Comunione, perché per ricevere il Corpo di Cristo è necessario essere sinceramente pentiti dei peccati commessi. Ma se un divorziato non vuole lasciare la concubina con la quale vive “more uxorio”, come può essere davvero pentito del peccato di adulterio? Se un divorziato risposato, pur senza essere pentito delle sue colpe, può essere ammesso alla Comunione, allora per “par condicio” bisognerebbe ammettere tutti coloro che hanno commesso dei peccati mortali e non vogliono chiedere perdono a Dio col proposito di non peccare più. Quindi per motivi pastorali e per non discriminare nessuno dovrebbero essere ammessi alla Comunione tutti coloro che non vogliono pentirsi delle proprie colpe, magari anche quelli che sono convintamente massoni, eretici, apostati, atei, e mafiosi? Assurdità delle assurdità! Roba da comiche finali! Penso che presto il movimento modernista verrà spazzato via e finalmente ci sarà il trionfo del Cuore di Maria promesso a Fatima. 

Dio ci ha messo su questa terra in un periodo particolarmente difficile per la Chiesa, si tratta di una vera e propria prova d'amore. Coloro che lo amano poco si arrendono e si lasciano trascinare dalla mentalità mondana che dilaga nella società. Al contrario, coloro che lo amano assai, decidono di non arrendersi e di continuare a combattere senza tregua la buona battaglia in difesa della fede, costi quel che costi. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Non siamo stati messi in questo mondo per “fare vacanza” e godere una vita comoda, ma per combattere la battaglia spirituale per la salvezza eterna dell'anima. Anche se la battaglia è dura e faticosa, non dobbiamo rattristarci. 

“Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo San Cipriano. È così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter