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martedì 7 giugno 2016

Crollano i partiti che hanno approvato le “unioni civili”

I risultati del primo turno delle elezioni amministrative mostrano un forte calo dei voti ottenuti dai partiti che hanno approvato le “unioni civili”. Nonostante il Partito Democratico sia sostenuto da gran parte dei mass-media, ha subìto una forte emorragia di voti, non solo rispetto alle elezioni europee del 2014 (quando veleggiava oltre il 40%), ma anche rispetto alle scorse elezioni amministrative. Anche NCD e UDC che per l'occasione si sono presentati assieme in vari comuni, hanno raccolto risultati molto deludenti (ad esempio nella capitale hanno preso un modesto 1,28% con la lista unica “Roma Popolare”). Deludente anche l'esordio di ALA (il partito dei verdiniani) che a Napoli (l'unica delle grandi città in cui si è presentata con una propria lista, alleata ovviamente del Partito Democratico) ha racimolato solamente l'1,42%, non riuscendo a far giungere al ballottaggio la candidata sindaco del PD.

Ovviamente non voglio dire che i suddetti partiti abbiano perso i voti solamente a causa dell'approvazione della legge sulle “unioni gay”, infatti a mio avviso sono molti i motivi che hanno causato il magro risultato elettorale, tuttavia noi sappiamo che nulla capita per cieco caso. Del resto non è la prima volta che il Signore fa perdere le elezioni ai partiti politici che hanno calpestato la sua Legge Eterna approvando il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Potrei farvi molti esempi in proposito, ma ne riporto solo alcuni:

- Nel 2007 il governo delle sinistre guidato da Romano Prodi tentò di approvare i “DiCo” (diritti dei conviventi). Si scatenò una forte opposizione nel Paese e la proposta di legge saltò per aria. Inoltre, pochi mesi dopo, il governo cadde e il Parlamento venne sciolto in anticipo per l'impossibilità di dar vita a un nuovo esecutivo. Alle seguenti elezioni le sinistre subirono una pesante sconfitta. 

- Gianfranco Fini quando da leader di Alleanza Nazionale si dichiarava favorevole alla difesa delle radici cristiane dell'Europa (a quei tempi era amico di Roberto De Mattei), prendeva il 12% dei voti. Poi quando si è spostato su posizioni politiche “liberaldemocratiche” e ha affermato pubblicamente di essere favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie gay, ha preso solo lo 0,4% dei voti e non è stato rieletto dal popolo.

- Il Presidente della Repubblica Francese, Hollande, invece di fare qualcosa di concreto per rilanciare in maniera efficace l'economia e aiutare le fasce deboli della popolazione, ha pensato a sostenere l'approvazione del matrimonio omosessuale. Ma da allora è andato avanti di disfatta in disfatta elettorale, e attualmente il suo partito è solamente al terzo posto tra le preferenze degli elettori, e molto probabilmente Hollande alle prossime elezioni presidenziali non riuscirà nemmeno ad arrivare al ballottaggio.

- Nel 2013 Ignazio Marino (allora esponente di spicco del Partito Democratico) è stato eletto sindaco di Roma. Tra le sue iniziative più note vi è stata quella di far trascrivere nei registri comunali i matrimoni omosessuali contratti all'estero. Ma il suo governo cittadino è stato colpito da diverse polemiche e alla fine è stato “dimissionato” dalla maggioranza dei consiglieri comunali.

Quest'anno Matteo Renzi è riuscito a far approvare il disegno di legge Cirinnà che riconosce giuridicamente le coppie omosessuali, alle quali sono stati concessi diritti che per diritto naturale spettano soltanto alle famiglie basate sul matrimonio tra un uomo e una donna. Staremo a vedere cosa accadrà in futuro, ma dopo il deludente risultato del Partito Democratico e dei suoi alleati in Parlamento (NCD, UDC, ALA) penso che il premier molto probabilmente perderà anche il referendum di ottobre (io certamente voterò “no” alla riforma costituzionale Renzi-Verdini), con conseguente fine del governo da lui presieduto. Ecco che cosa accade quando si legifera contro la Legge Eterna di Dio!