Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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sabato 16 luglio 2016

La fallimentare pastorale modernista

Post scritto da Teodolinda, una gentilissima collaboratrice del blog.


Un giorno entrando in una chiesa ho riflettuto sul fatto che mentre per molti anni a mancare alla Santa Messa domenicale erano per lo più i giovani, adesso invece sembrano mancare anche gli stessi adulti che spesso si comportano come se la partecipazione alla Messa festiva fosse diventata facoltativa. Nelle parrocchie della mia città il numero delle Sante Messe è diminuito pure in inverno, quando non c’è la scusa delle vacanze estive per non andare, mentre mi sembra che il numero degli abitanti in città sia aumentato. Di fronte a tutto ciò ho avuto, com’è naturale, un po’ di sgomento, ma è stata più forte in me una sensazione molto chiara: ho pensato che il modo di “evangelizzare” dei modernisti è stato sperimentato, non ha portato frutti e ormai sta per cadere.

Continuare con l’attuale metodo di evangelizzazione di molte parrocchie vuole dire non trasmettere più niente e siamo arrivati a un bivio: o la Chiesa si trasformerà in una sala riunioni per parlare e socializzare, oppure chi si avvicina alla Chiesa sprovvisto di qualunque nozione religiosa comincerà a chiedere: “Ok, va bene la bontà e la solidarietà, ma la nostra fede in che cosa consiste? Che cosa afferma? Quali sono le verità della nostra fede?”. Qualcuno vorrà delle risposte e qualcuno dovrà pure rispondere.

Invece di pensare che questa situazione è dura e bisogna combattere un’aspra battaglia, ho pensato che non bisogna credere ai media e che nella realtà è il momento di cominciare e riproporre il vero Catechismo e far conoscere le Verità della nostra fede proprio come tu stai facendo attraverso il blog. I fedeli lasciano la Chiesa per mancanza di interesse per i soliti discorsi sull’umanità e i valori sociali che pure sono importanti ma dovrebbero essere accompagnati dalla conoscenza delle Verità di Fede e del Vangelo. Sono evidenti gli effetti di un modo di evangelizzare e fare catechismo sperimentato da anni e di cui ho in precedenza parlato, un metodo che, per riassumere, non fa conoscere le basi del Catechismo e della fede e l’importanza dei Sacramenti e della preghiera ma si basa su discorsi di buon senso sulla bontà, sull’umanità e sulla solidarietà. Ho già detto che questo metodo è propagandato come nuovo e proposto quasi come rivoluzionario dai media, ma io all’atto pratico vedo chiaramente che è un metodo vecchio e alla fine. All’interno della Chiesa alcuni cercano di smussare e corrodere sempre di più l’importanza dei Sacramenti partendo dai temi della famiglia (matrimoni, adozioni, diritti) a cui la gente è molto sensibile. Questi temi sono utilizzati da alcuni non per il loro valore in sé ma per veicolare i cambiamenti contro i Sacramenti, cambiare i Sacramenti vuol dire cambiare il Vangelo, cambiare il Vangelo è attaccare la figura stessa di Gesù e creare una nuova Chiesa. Chi frequenta la Chiesa da tempo vede le forzature che la cultura esterna cerca di far passare all’interno della Chiesa come semplici novità, come se fosse possibile stravolgere la Chiesa e cambiare i Sacramenti e le parole di Gesù. Questo gioco è sempre più evidente, scoperto e secondo me inutile. Anche se cambiassero una parte della Chiesa sarebbe una Chiesa fatta dagli sbagli degli uomini. 

Mentre in Internet girano strani messaggi di avvertimento su guerre e catastrofi e l’attenzione di molti sembra concentrata sulla fine, io invece non vedo la fine ma l’inizio. Vedo l’inizio della continuazione della nostra Santa Chiesa, vedo il ritorno al Catechismo, vedo persone come te e coloro che scrivono sul blog che hanno qualcosa da comunicare, che pregano e cercano di vivere il messaggio del Vangelo nella verità. Attraverso queste persone qualcosa nasce e continua, dobbiamo essere pronti a testimoniare la nostra fede e a diffondere il Catechismo, a gloria di Dio.

Teodolinda