Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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martedì 12 luglio 2016

Meglio un buon padre di famiglia che un pessimo prete

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)


Mi trovai tempo fa in un paese della Sicilia; un professore venne a visitarmi. Lo rividi volentieri perché lo conoscevo. Costui aveva compiuto gli studi ecclesiastici; mancava una settimana per la Ordinazione Sacerdotale. I genitori avevano mandato già la partecipazione della festa del figlio. Anch'io ricevetti l'invito. Il giovane non si sentiva; chiese consiglio a me e lo pregai caldamente di tornare indietro. Con atto risoluto si presentò al Vescovo: Non potrò essere un buon Prete! Cambio strada! - Un telegramma avvertì la famiglia. La mamma del giovane svenne e rimase ammalata a lungo; le sorelle a piangere ed a disperarsi. Tuttavia non avvenne l'Ordinazione. Rivedendo questo tale, gli dissi: Bravo il professore! Vedete che adesso le cose vanno bene? Fate l'apostolato nell'Azione Cattolica e nelle aule scolastiche e così date gloria a Dio! Meglio essere un buon professore ed un onesto padre di famiglia, anziché un Ministro di Dio poco edificante.

Povero giovane!

Trovandomi in un altro paese, mi fu segnalato un tale e fui esortato ad andarlo a visitare. Era un giovane sui venticinque anni. Il suo aspetto serio, anzi preoccupato, mi fece comprendere il suo stato d'animo. Era inconsolabile e da circa un anno non usciva da casa che qualche rara volta e di sera. Dolorosa la sua storia! Aveva trascorsi gli anni più belli nel Seminario; terminato il corso teologico, si accingeva a ricevere l'Ordinazione Sacerdotale. Il giorno era fissato. Il paese natio aveva organizzata una festa solenne per l'ingresso del Novello Sacerdote. La mattina dell'Ordinazione, mentre la Cattedrale della grande città cominciava a popolarsi ed erano già presenti i parenti del nuovo ordinando, prima ancora che iniziasse la funzione, ecco tre persone presentarsi all'Arcivescovo: Eccellenza, vi parliamo prima della funzione, per evitare disordine in Cattedrale. Il tale giovane non è prudente che sia ordinato Sacerdote. L'Arcivescovo ascoltò, ponderò bene la cosa e disse: Meglio avere un Prete in meno, anziché uno il quale possa dare poco affidamento. - È da immaginarsi il dolore del giovane, quando si vide interdetta l'Ordinazione. Si ammalò; preso da forte nevrastenia, rasentò la pazzia. Era inconsolabile. Alla distanza di un anno circa cominciò a rassegnarsi ed a rimettersi in salute. Oggi è un bravo insegnante ed un esemplare uomo cattolico. Si può essere buon cattolico; ma essere buon Prete è tutt'altra cosa.

Sarà un lupo!

Un giorno venne a trovarmi un seminarista.
- Reverendo, ho da parlarvi. - Mi raccontò un po' della sua storia.
Mi accorsi subito che egli non aveva la stoffa del buon Sacerdote. -
- Amico mio, pensate a tornare indietro! Questo è il mio consiglio.
- Tornare indietro? ... E’ una parola! ... Domani mattina sarò ordinato Sacerdote.
- (...) Se diverrete Prete, facilmente andrete all'inferno e con voi verranno probabilmente tante altre anime!
- Un passo indietro ... e farlo proprio oggi ... la vigilia dell'Ordinazione?... Non sarà mai!
- Siete venuto a chiedere un consiglio a me; ascoltate dunque il mio suggerimento. Ve ne supplico caldamente!
- Non ho la forza di subire questo affronto! ... Sarò... un povero Prete... Ma son deciso a farmi ordinare! -
Quando lo licenziai, lo mirai con occhio di compassione, pensando: Costui non sarà il pastore nel gregge di Cristo ... ma un lupo!

Quattro Tempora.

Quanto ho riferito, fa comprendere in qualche modo l'importanza del passo di chi si appresta all'Altare e la scrupolosa delicatezza dell'autorità ecclesiastica nell'annoverare tra le schiere dei Sacerdoti una nuova recluta. Il Sommo Pontefice, consapevole della grandezza e della responsabilità del Sacerdote, ordina che tutto il popolo cristiano cooperi ad implorare da Dio buoni Ministri. Si raccomanda alle anime pie di pregare molto affinché Iddio santifichi i novelli Sacerdoti e tenga lontani coloro che non sono chiamati al Sacro Ministero.

(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli)