Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 25 agosto 2016

Benedire Dio anche quando accadono disastri naturali

Qualche giorno fa alcune scosse di terremoto con epicentro nel centro Italia hanno seminato distruzione e morte. So che in quelle province vivono anche alcuni lettori del blog, spero che non abbiano subito danni.

Dio ci ama assai, se ha permesso che il terremoto devastasse alcune cittadine, lo ha fatto per il bene delle anime. C'è tanta gente che vive immersa nelle cose materiali, senza mai pensare a Dio, anzi calpestando la sua Legge. Speriamo che il terremoto abbia ricordato a costoro la fragilità della vita terrena. Nel mondo siamo solo di passaggio per breve tempo in attesa di giungere nell'eternità: inferno per chi muore in peccato mortale, paradiso per chi muore in stato di grazia. Il libro “Imitazione di Cristo” ricorda che nella vita tutto è vanità, fuorché amare e servire Dio.

Chissà, forse qualcuno durante le scosse del terremoto ha temuto di morire e ha fatto un atto di contrizione perfetta del cuore, chiedendo perdono a Dio dei propri peccati, non tanto per la paura di andare all'inferno, quanto piuttosto per aver offeso il Signore, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Anche il Santo Giobbe venne colpito da gravi sciagure, ma continuò a benedire il nome del Signore e venne premiato con beni materiali e la salvezza eterna dell'anima.

E chissà, magari qualcuno, meditando sulla vanità dei beni terreni, che oggi li possiedi e domani un terremoto o la morte te li portano via, adesso sta deliberando di donare a Dio il resto della propria vita, entrando in qualche Ordine religioso fervoroso e osservante. L'ho già detto, il Signore ci ama assai, e se ha permesso che si scatenasse il terremoto, lo ha fatto per trarne un bene maggiore, ad esempio la conversione di qualche anima.