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martedì 30 agosto 2016

Dio consola i cuori affranti che si rivolgono a Lui

Tempo fa Maristella mi ha confidato di piangere spesso quando si raccoglie in preghiera.


Caro fratello in Cristo, 
                                             Dio ti benedica e illumini e accompagni sempre i tuoi passi! Ti ringrazio dal profondo del cuore per le parole buone che mi hai inviato.

Nella tribolazione, nelle lacrime, nel dolore che molto spesso provo, cerco sempre di donare tutto a Gesù... se poi penso quanto ha sofferto per noi, per me che sono polvere e cenere, piango tantissimo e poi mi metto davanti alla Sua immagine e dico "Signore ti dono il mio dolore, ti dono le mie lacrime, quanto hai patito per noi!"

In un certo modo sono lieta di poter offrire questa sofferenza che provo, capisco di essere con il Signore nel Getsemani, “La mia anima è triste fino alla morte”, capisco di essere in cammino sul Calvario, portando la mia croce, comprendo di essere con Maria ai piedi della Croce. Il mio cammino di conversione mi sta portando in questa direzione... in questi giorni che sono a casa da sola perchè il marito e la figlia sono partiti per le vacanze, posso liberamente dare spazio al donum lacrimarum. Io cerco di tenere nascosto il più possibile il mio dolore: ne sono a conoscenza pochissime persone. Chi mi conosce superficialmente dice che sono una persona allegra e solare.

Grazie di cuore per quello che mi scrivi, per il bellissimo blog che è come una luce nelle tenebre, come un porto nella tempesta, consolazione nel pianto.

Caro fratello se credi che questo scambio di pensieri possa giovare a qualcuno puoi pubblicarlo sul blog. Grazie, ti assicuro la mia preghiera che cerco di mantenere costante e assidua.

Sia lodato Gesù Cristo

Maristella


Cara sorella in Cristo,
                                         questa società è secolarizzata, molte persone vivono come se Dio non ci fosse. Se una persona vuole vivere cristianamente deve lottare contro innumerevoli distrazioni e dissipazioni che allontanano il cuore dal Signore e lo inaridiscono. Sono contento che stai perseverando nel camino cristiano senza farti trascinare dalla corrente della mentalità mondana che dilaga nella società.

San Francesco d'Assisi voleva che i suoi frati fossero gioiosi e sereni quando stavano col prossimo, mentre quando stavano da soli potevano tranquillamente dare libero sfogo al pianto. Quindi fai bene ad essere sempre allegra e solare quando stai con altre persone. Quando mediti sulla Passione di Gesù o fai altre pie meditazioni, Dio ti sta concedendo il dono delle lacrime e altre consolazioni spirituali. In genere il Signore concede questi doni ai principianti del cammino di perfezione cristiana, quasi fossero degli “zuccherini” per attirare l'anima. Ma ben presto arriva il momento della prova, cioè quando Dio toglie all'anima le consolazioni spirituali per vedere se persevererà ugualmente nella pratica della vita devota. Purtroppo, molte anime, quando cessano le consolazioni spirituali, abbandonano il cammino cristiano e tornano alla vita mondana. In questo modo dimostrano che non seguivano Cristo con amore puro e disinteressato, ma solo per poter godere delle consolazioni spirituali (amore mercenario). Noi dobbiamo amare Dio con purità di intenzione, cioè per dargli gusto, non per poter avere in cambio qualcosa di materiale o di spirituale.

Nelle tue e-mail mi hai confidato che stai attraversando un periodo di grande sofferenza. Purtroppo, quando una persona soffre, è difficile che trovi un po' di comprensione, soprattutto da parte di persone mondane. Ma è inutile cercare la comprensione altrui, solo Dio può consolarci davvero. Molto spesso anche gli amici più stretti voltano le spalle senza comprendere e compatire le sofferenze altrui. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio lacrima rivolto verso Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza, solo Dio può consolarci davvero. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus.” 

Ti ricordo che con il sacramento della Cresima sei diventata perfetto cristiano e soldato di Gesù Cristo, come insegna l'intramontabile Catechismo di San Pio X. Coraggio, continua a combattere la buona battaglia della Fede! Per aspera ad astra!

Ti ringrazio di cuore per avermi inviato un contributo per supportare il mio impegno per il blog, il quale assorbe molto tempo (soprattutto per rispondere a circa 200 e-mail al mese). Senza l'aiuto di persone fraterne come te, forse avrei chiuso il blog già da tempo (è dal 2008 che tiro dritto). Rinnovandoti la mia gratitudine, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae,

Cordialiter


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