Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

Visualizzazioni totali


Per contattarmi potete scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com
_______________________________
Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.

giovedì 11 agosto 2016

Un confronto. Cattolico o liberale?

[Dagli scritti di San Luigi Guanella (1842-1915). Preciso che per rendere più facile la lettura ho effettuato alcuni piccoli ritocchi lessicali].


Giova assai in tempo di combattimento discernere i soldati valorosi dai vili, i cristiani buoni dai cristiani inutili e sciocchi. A discernere in questo proposito il Signore nell'Ecclesiastico ci dà norma assai sicura. Dice Iddio: "L'uomo santo rimane nella sua sapienza come il sole, invece lo stolto muta come la luna". Ponderiamo questa massima e da essa impariamo norma per regolarci nella vita.

Guardiamo dunque al sole, e successivamente alla luna. Il sole è sempre eguale, sempre chiaro, benché a noi appaia più in un dì che in un altro, in una più che in altra stagione. L'uomo giusto è anche sempre eguale a sé: eguale nel buon umore, eguale nell'amare chicchessia, eguale in non querelarsi vanamente delle cose e delle persone. L'uomo giusto è costante nel suo proposito di bene e non muta mai. Anzi cresce sempre più, come il sole che più vibra i suoi raggi quando è venuto più vicino al nostro mezzogiorno. Invece la luna è or povera ed or pomposa, cammina manca e lascia scorgere variazioni e alterazioni continue. E così fa lo stolto. Quando vedete cristiani che vogliono oggi quello che ripudiarono ieri, che mutano di proposito come la moda, che si mettono in un'opera buona e poi che subito se ne pentono, voi ritenete come sospetta gente cosiffatta. Che fiducia si ha a riporre in persone che cambiano come la luna? Nessun di voi sia sciocco come la luna. Tutti dobbiamo essere stabili e fissi come il sole nel suo splendore e nel calor suo.

Chi è fisso nel proposito di bene mostra d'aver virtù. Udite. Fabrizio, generale romano, era venuto alle mani con Pirro, generale dell'Epiro. Questi mandò doni e poi dispiegò minaccie perché Fabrizio tradisse la bandiera sua, ma fu vano. Poco stante venne il medico di Pirro per dire a Fabrizio: "Che volete darmi se io avveleno il vostro avversario?". Tolse la penna Fabrizio e scrisse a Pirro: "Guardatevi dal medico vostro, perché è disposto a tradirvi". Esclamò allora Pirro: "Generoso e forte Fabrizio! Più facile è far declinare il sole dal suo corso che te dalla via dell'onore e dell'onestà". Ma ai dì nostri son pochi i Fabrizi. Molti si dà che si mostrano pii con i devoti, che si mostrano liberi con i rozzi; sono cattolici nella chiesa, liberali e framassoni fuori chiesa. Sanno stare con tutti e così fanno appunto come la luna, che non avendo in sé splendor proprio deve ricevere luce dal sole. Gli stolti, che sono i peccatori, non hanno virtù di sorta, e perciò si accomodano al parere di ognuno. Stolti cristiani, stoltissimi! Fino a quando vi sosterrà Dio e la società cristiana?

Distinguete ancor meglio con me. L'uomo santo è come il sole che sempre tende a far bene alla terra, benché ci mandi i suoi raggi ora più intensi ed ora meno. I giusti hanno in proposito una cosa sola: fare il bene e dar gloria a Dio. Quanto poi al modo, se cambiano con operare ora ad un modo e quando all'altro e con intensità un dì maggiore o minore che l'altro, lo fanno secondo le circostanze, a fine di giovar meglio al prossimo e a sé. Intanto i giusti operano sempre. Ora lavorano in esercizio di carità e ora in raccoglimento di orazione. Ad ogni modo si conosce che fanno il bene. Gli stolti lavorano, ma non si sa con quale fine si muovano e che cosa operino di bene. L'effetto del loro lavoro bisogna sempre indovinarlo  [...]. Ponete attenzione a ciò che invero costituisce regola eccellente per discernere i buoni dai cattivi cristiani.

A discernere gli stolti vale soprattutto quest'altra regola. Se voi bene avvertite, questo è proprio degli stolti: il credersi sapiente. Gli stolti non vogliono avere il torto in qualsiasi discorso, non il torto in qualsiasi fatto. Quanti cristiani stolti!, quanti, quanti! Si direbbe che degli stolti è infinito il numero. Son troppi quelli che si vantano per sapienti. Tutti si vantano di ritenere il proprio parere e di imporlo agli altri. Preferiscono il proprio consiglio a quello dei saggi conosciuti, delle persone autorevoli. Tutti si fanno gagliardi a sostenere: "Bisognerebbe fare in questo modo e non altrimenti... dirigere con tali massime e non con altre". Poveri cristiani, come si fanno conoscere presto di essere stolti consiglieri e traditori vili!

Finalmente osservate quest'altro segno. Ha dei cristiani che si impegnano in qualche opera buona, ma che al primo soffiare di qualche difficoltà indietreggiano e si arrestano. Questi è possibile che siano buoni? Chi è saggio non ha timore. Non teme gli umani riguardi, non teme le adulazioni, non teme le minacce. Non ha paura dei parenti e non si lascia sorprendere dagli estranei. Scorgete i confessori invitti, i martiri intrepidi? Questi sono i gagliardi. Ermenegildo era giovine, era in mezzo alla corte dissoluta del monarca, ma non si abbassò mai alle carezze della carne, alla lusinga del senso. Sfidò le lusinghe di premio, le minacce di castigo. Sostenne la prigionia e amò meglio la mannaia uscita dalle stesse mani paterne piuttosto che declinare un istante dalla via della virtù. Or quanti ne abbiamo oggidì di cristiani cosiffatti? Ma se sono pochi, noi teniamo nondimeno fisso lo sguardo a questi e curiamo di imitarli.

Riflessi

 1. Un confronto. Cattolico o liberale?
 2. Il cattolico è costante, il liberale muta di pensiero.
 3. Muta lo stolto perché non ha virtù.
 4. Il buon cristiano mostra buona intenzione sempre e dà buoni frutti.
 5. Gli stolti si credono sapienti e così sono incorreggibili.
 6.  Se incominciano un'opera di bene la sospendono a metà.