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sabato 10 settembre 2016

Quinta promessa del Sacro Cuore di Gesù

Pubblico un brano tratto da un libretto del 1929.


La quinta promessa del Sacro Cuore di Gesù risponde alla crisi del nostro tempo.“Io spanderò copiose benedizioni sopra ogni loro impresa.”

Disse un giorno Gesù: “Cercate prima il regno di Dio, e tutto il resto vi sarà dato per di più”. Ma come debbono intendersi queste parole?... Forse mettendosi a sedere, aspettando la manna dal cielo?... No. Gesù ha voluto dire: - Cercate prima il regno di Dio, e poi lavorate, ed io benedirò il vostro lavoro. Come può essere che Gesù sia indifferente all'opera delle nostre mani, o insensibile al sudore della nostra fronte, se Egli - che fu anche Uomo - lavorò come lavoriamo noi?... Non era forse figlio di un fabbro?... Non avrà Egli aiutato il Santo Artiere, che gli fu padre putativo, nell'arte sua, e sua Mamma nelle faccende domestiche?... Non moltiplicò il pane alle turbe?... Non ricolmò le reti ai pescatori di Galilea?... Se tutto questo Egli fece nella sua vita umana, lo farà maggiormente ora dal cielo, moltiplicando il frutto delle nostre fatiche e il pane, che è guadagnato col sudore della nostra fronte. “Senza di me - disse Gesù - voi non potete far nulla”. Queste parole sono rivolte a tutti, ma specialmente a quelli che credono di poter fare tutto, ed ottenere tutto, senza l’aiuto di Dio. C’è infatti chi dice:-Io fo da me. La mia posizione la debbo unicamente alla mia attività. – No, fratello, non devi ragionare così. E’ un ragionamento sbagliato. La tua attività è nella tua salute, e la tua salute è nelle mani di Dio, che solo ti può benedire se vuole. Spesse volte si sentiamo dire: “In quella casa ci deve essere la benedizione di Dio”. Sapete il perché?.. Perché ci è un padre di famiglia che non possiede nulla… nulla fuorché le braccia, la salute, la buona volontà e la grazia di Dio. Ha un po’ d’intelligenza, molta voglia di lavorare e poche migliaia di lire. Mette tutto nel commercio, come un povero contadino che getta il seme in una terra feconda, e spera in Dio. Si rivolge a Gesù e dice: - Voi sapete tutto e Voi vedete tutto. Io conosco la mia parte, che è il lavoro, il resto tocca a Voi. - E Gesù che ama tanto queste umili confidenze, fa tutto il resto. Imitate questo padre di famiglia!... Quando il Divino Maestro promette ai suoi devoti: “Io spanderò copiose benedizioni sopra ogni loro impresa”, non vuol dire - mi si permetta l’espressione - Io ti darò una villa, una tenuta o una bella automobile, con centomila franchi di rendita… No. Egli promette qualcosa di più bello, di più utile e di più prezioso, quasi volesse dire: “Io ti darò ciò che è necessario alla tua famiglia, io benedirò le tue fatiche, i tuoi affari, le tue imprese, e ti sarò di guida nell'onesto miglioramento delle tue condizioni economiche. Sarò il refrigerio del tuo sudore, e darò alla tua famiglia una posizione agiata, che ti permetta di educare i figli nel timore di Dio, e ti faccia esclamare: Signore vi ringrazio di avermi data questa prosperità, che è frutto della vostra grazia e delle sue fatiche. Vi ringrazio di aver benedetto il mio lavoro, la mia impresa e i miei sudori, che per Voi soltanto furono leggeri e fecondi di prosperità.


[Brano tratto dal libro "La Medicina di ogni dolore nelle dodici promesse del Sacro Cuore di Gesù", di Salvatore Mangiavacchi, Premiata Libreria Editrice Nostra Signora di Lourdes, Pisa, 1929].