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venerdì 16 settembre 2016

Vi ringrazio di non avermi fatto morire in peccato mortale

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori.


O Gesù mio Redentore, vi ringrazio che non mi avete fatto morire, quando io stavo in disgrazia vostra. Da quanti anni io meriterei di star nell'inferno! Se io morivo in quel giorno, in quella notte, che ne sarebbe di me per tutta l'eternità? Signore, ve ne ringrazio. Io accetto la mia morte in soddisfazione de' miei peccati; e l'accetto secondo il modo che a Voi piacerà di mandarmela; ma giacché mi avete aspettato sinora, aspettatemi un altro poco. [...] Datemi tempo da piangere l'offese che v'ho fatte, prima che mi abbiate a giudicare.

Io non voglio più resistere alle vostre voci. Chi sa, se queste parole che ho lette, sono l'ultima chiamata per me! Confesso che non merito pietà: Voi tante volte mi avete perdonato, ed io ingrato ho ritornato ad offendervi. «Cor contritum, et humiliatum Deus non despicies» (Ps. 50). Signore, giacché Voi non sapete disprezzare un cuore, che si umilia e si pente, ecco il traditore che pentito a Voi ricorre. [...] Per pietà non mi discacciate. [...] È vero che io vi ho oltraggiato più degli altri, perché più degli altri sono stato da Voi favorito di lumi e di grazie; ma il sangue che avete sparso per me mi dà animo, e mi offre il perdono, s'io mi pento. Sì, mio sommo bene, che mi pento con tutta l'anima di avervi disprezzato. Perdonatemi, e datemi la grazia di amarvi per l'avvenire. Basta quanto vi ho offeso. La vita, che mi resta, no, Gesù mio, non la voglio più spendere ad offendervi; voglio spenderla solo a piangere sempre i disgusti, che vi ho dati, e ad amarvi con tutto il cuore, o Dio degno d'infinito amore.

O Maria, speranza mia, pregate Gesù per me.


[Brano tratto da "Apparecchio alla Morte"]


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