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mercoledì 19 ottobre 2016

Pio XII contro i programmi televisivi immorali

Riporto alcuni brani tratti dall'Enciclica "Miranda prorsus", dell'augusto Pontefice Pio XII, uno dei più grandi Condottieri della storia della Chiesa militante.

[...] anche massimi pericoli possono nascere dai meravigliosi progressi tecnici moderni nei settori del cinema, della radio e della televisione.

Infatti, questi mezzi tecnici, che sono, si può dire, a portata di mano di ciascuno, esercitano sull'uomo uno straordinario potere e possono condurlo così nel regno della luce, del nobile e del bello, come nei domini delle tenebre e della depravazione, alla mercé di istinti sfrenati, secondo che gli spettacoli presentano ai sensi oggetti onesti o disonesti.

[...] Occorre che gli spettacoli siano adatti al grado di sviluppo intellettuale, di sensibilità, emotivo e morale delle singole età.

Questo problema è diventato particolarmente urgente quando, con la radio, e soprattutto con la televisione, lo spettacolo può aversi con tutta facilità tra le stesse pareti domestiche, minacciando le difese che devono tutelare la sana educazione della prole, sì da assicurare all' età evolutiva la virtù necessaria ad affrontare vittoriosamente le tempeste del secolo. A tale proposito scrivevamo tre anni or sono ai Vescovi d'Italia: "Come non inorridire al pensiero che, mediante la televisione, possa introdursi fra le stesse pareti domestiche quell'atmosfera avvelenata di materialismo, di fatuità e di edonismo che troppo sovente si respira in tante sale cinematografiche?".

Ci sono note le iniziative promosse e dalle pubbliche autorità e da enti privati di educazione a fin di allontanare, per quanto possibile, i giovani da spettacoli non adatti alla loro età, troppo spesso gravemente pericolosi. Ogni opera compiuta in questo campo merita il nostro incoraggiamento, purché si tenga conto che, ben più gravi di eventuali traumi fisiologici e psichici, sono da evitare i pericoli morali dei giovani; pericoli che costituiranno, se non prevenuti e allontanati tempestivamente, una vera e propria minaccia per la società.

Pertanto, ai giovani, a noi carissimi, va la paterna e fiduciosa ammonizione di esercitarsi, nella prudenza e nella temperanza cristiana, riguardo all'assistenza di spettacoli che potrebbero offuscare il loro candore. Essi sono seriamente tenuti a dominare l'innata loro curiosità di tutto vedere e di tutto sentire, a conservare libero il cuore da smodati piaceri terreni e ad innalzarlo alle gioie soprannaturali.