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giovedì 10 novembre 2016

Anche Benedetto XVI parlava dei castighi divini

Un lettore del blog mi ha segnalato alcune affermazioni di Benedetto XVI sui castighi divini.



"Oggi dobbiamo imparare nuovamente che l'amore per il peccatore e l'amore per la vittima stanno nel giusto equilibrio per il fatto che io punisco il peccatore nella forma possibile ed appropriata. In questo senso nel passato c'è stata un'alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto e della necessità della pena. Ed in fin dei conti anche un restringimento anche del concetto di amore, che non è soltanto gentilezza e cortesia, ma che è amore nella verità. E della verità fa parte anche il fatto che devo punire chi ha peccato contro il vero amore."

(Benedetto XVI, Luce del Mondo, p. 47, LEV)


"Interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo".

(Benedetto XVI, CAPPELLA PAPALE PER L'APERTURA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI, 2008, LEV)

"È’ quanto emerge già dalla prima lettura, tratta dal Libro delle Cronache dell’Antico Testamento (cfr 2 Cr 36,14–16.19–23): l'autore sacro propone una sintetica e significativa interpretazione della storia del popolo eletto, che sperimenta la punizione di Dio come conseguenza del suo comportamento ribelle: il tempio è distrutto e il popolo in esilio non ha più terra; realmente sembra che sia stato dimenticato da Dio. Ma poi vede che attraverso i castighi Dio persegue un disegno di misericordia. Sarà la distruzione della città santa e del tempio – come detto -, sarà l'esilio a toccare il cuore del popolo e a farlo tornare al suo Dio per conoscerlo più profondamente. E allora il Signore, dimostrando l'assoluto primato della sua iniziativa su ogni sforzo puramente umano, si servirà di un pagano, Ciro re di Persia, per liberare Israele. Nel testo ascoltato l'ira e la misericordia del Signore si confrontano in una sequenza dai contorni drammatici, ma alla fine trionfa l'amore, perché Dio è amore. Come non raccogliere dal ricordo di quei lontani eventi il messaggio valido per ogni tempo, compreso il nostro? Pensando ai secoli passati possiamo vedere come Dio continui ad amarci anche attraverso i castighi. I disegni di Dio, anche quando passano attraverso la prova, mirano sempre ad un esito di misericordia e di perdono".

(Benedetto XVI, omelia di quaresima del 26 marzo 2006, LEV)