Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

Visualizzazioni totali


Per contattarmi potete scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com
_______________________________
Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.

mercoledì 23 novembre 2016

"Lotta continua"

Un gentile lettore mi ha scritto per criticare certi comportamenti di vari esponenti del movimento tradizionale.


Stimatissimo Redattore di Cordialiter,
                                                                       perché “l’immagine” dei tradizionalisti deve essere sempre associata alle facce tristi, alle “risse” persino fra preti, alla “lotta continua”?

L’unica “lotta continua” che debbo e voglio praticare è contro il peccato e il diavolo: il  divisore, origine e ispiratore del peccato.

Gli amici tradizionalisti son talmente impregnati di questi ingredienti ( umani ) che inevitabilmente rischiano di perdere la fede e l’affetto (la devozione dei nostri padri nella fede) nei confronti di Cristo. […] la maggior parte di quelli che si avvicinano alla Tradizione lo fanno per aumentare la dose di preghiera, di penitenza e di ardore nel combattimento contro lo spirito del male.

Lei cosa ne pensa ?

Grazie per la gentile risposta.


Carissimo in Cristo, 
                                    dammi pure del tu, lo preferisco. 

Hai ragione, dobbiamo scrollarci di dosso la pessima fama di essere persone tristi, rissose, arcigne e severe. La galassia del movimento tradizionale è variegata, ci sono sia militanti che vivono il cristianesimo in maniera gioiosa, sia quelli che lo vivono in maniera più cupa. Certo, la situazione spirituale nel mondo è davvero drammatica, è in corso un'accelerata secolarizzazione e paganizzazione della società, c'è da piangere nel vedere la forte avanzata dell'apostasia dei popoli. E soprattutto c'è da piangere nel constatare le devastazioni prodotte tra i cristiani dalla rivoluzione culturale modernista.

Che fare? San Francesco non voleva che i suoi frati quando stavano in compagnia dei confratelli si mostrassero tristi e malinconici. Quando si è in compagnia di altra gente bisogna mostrarsi lieti nel Signore. 

È vero, la “lotta continua” bisogna praticarla contro l'errore e il demonio, non per demolire le opere di altri militanti del movimento tradizionale. Il nemico del genere umano lavora sodo come un mulo pur di seminare gelosie e discordie tra di noi. Dovremmo sempre tenere a mente quel che insegna il celebre canto “Ubi caritas”: “Ne nos mente dividamur, caveamus. Cessent iurgia maligna, cessent lites. Et in medio nostri sit Christus Deus”.

Bisogna vivere il cristianesimo in maniera gioiosa come facevano i santi, pensiamo ad esempio a San Filippo Neri, San Luigi Orione e San Giovanni Bosco. In confessionale bisogna imitare San Leopoldo Mandic, il quale era severo col peccato, ma caritatevole e misericordioso col peccatore. Per attrarre le anime a Dio bisogna trattarle così, altrimenti scappano via. Padre Pio usava un metodo diverso coi penitenti, ma il suo è un caso a parte. Lui stesso non voleva che i suoi confratelli usassero i suoi modi duri coi penitenti. Purtroppo, ho sentito delle lamentele a causa di certi confessori che si comportano in maniera poco caritatevole. In questo modo danneggiano le anime.

La speranza è che il movimento tradizionale non vada alla deriva seguendo coloro che hanno un atteggiamento arcigno e brontolone, ma segua la via tracciata dai santi, che conduce alla nostra vera Patria. Insomma, mentre combattiamo l'immane conflitto contro l'eresia modernista, dobbiamo stare attenti che nelle nostre retrovie i massimalisti non combinino qualche pasticcio.  :-)

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter