Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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lunedì 19 dicembre 2016

La liberazione dal modernismo

Tra i canti patriottici che apprezzo maggiormente, ce n’è uno che da qualche tempo mi risuona spesso nella mente e che canticchio volentieri, non solo quando mi faccio la barba. :-) Mi riferisco a “La campana di San Giusto”, canto scritto da Giovanni Drovetti nel 1915, ai tempi della Prima Guerra Mondiale, quando Trieste, la principale città della “Venezia Giulia”, non faceva ancora parte dell’Italia (preciso che “San Giusto” è la cattedrale della diocesi triestina). Queste sono le principali strofe:

Per le spiagge e per le rive di Trieste
suona e chiama di San Giusto la campana,
l'ora suona l'ora suona non lontana
che più schiava non sarà!

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore:
"O Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!"


Non so bene il perché, ma ho l’impressione che presto anche nell’orbe cattolico assisteremo alla nostra liberazione dall’oppressione del regime modernista. Noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica non abbiamo cercato compromessi inaccettabili sulla Dottrina per accaparrarci gli applausi del mondo. Anzi da molti anni ci siamo opposti strenuamente alla tracotante tirannide modernista che voleva imporci compromessi immorali. Questa non è stata solo una battaglia spirituale, ma è divenuta una vera e propria battaglia in difesa della civiltà cristiana dalla barbarie. Il vandalismo dei novatori ha calpestato i diritti dei fedeli e la Legge Eterna di Dio. In questi anni di tempesta abbiamo resistito ad oltranza, ricordando le valorose gesta dei militanti della Tradizione Cattolica che ci hanno preceduto nei venti secoli della nostra storia. Abbiamo trasformato la fede in azione, continuando a combattere strenuamente la buona battaglia della fede per risollevare la bandiera della cattolicità ammainata e macchiata dall'onta del tradimento dei modernisti. La battaglia spirituale non è ancora finita, questa è ancora l’ora del dovere, del sacrificio, dell’azione! La vittoria è alla nostra portata se lo spirito della riscossa è pronto e se la volontà non piega. Già una volta sul fronte ariano la Tradizione fu salvata dai difensori eroici che tennero alto il suo nome in faccia al mondo e al nemico. Abbiano i combattenti di oggi l'austera coscienza del grave e glorioso compito a loro affidato. Sappia ogni soldato di Gesù Cristo qual è questo sacro dovere: non retrocedere di un passo, lottare, vincere! Noi siamo inflessibilmente decisi: sulla nuova “linea del Piave” (spirituale) si difende l'onore e la vita delle anime. Sappia ogni combattente qual è il grido e il comando che viene dalla coscienza di tutto il popolo della Tradizione: noi crediamo, noi vogliamo, noi dobbiamo vincere!

Presto non solo “le ragazze di Trieste”, ma tutti i “cattolici militanti” esulteranno di gioia per la liberazione dall'oppressione modernista. I nemici della Chiesa tramontano, la vittoria della Tradizione rimane!