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mercoledì 28 dicembre 2016

Quale ordine debba seguirsi nell'uso del tempo

Pubblico volentieri un testo inviatomi da Teodolinda, pseudonimo scelto da una gentile collaboratrice del blog, la quale lo ha tratto dal libro intitolato “Manuale delle figlie di Maria Immacolata dirette dalle figlie della carità", pubblicato a Torino nel 1904.


Intenderebbe assai male quanto abbiamo detto intorno alla pietà, chi volesse consacrare molto tempo a divote pratiche, buone ed utili in se stesse, ma incompatibili coi doveri della vita cristiana e quelli del proprio stato. Una giovanetta, a mo' di esempio, non regolerebbe saggiamente il suo tempo, se spendesse buona parte della sua giornata in esercizi divoti, od in letture, anche ottime, mentre in casa si avesse bisogno di lei, e del suo lavoro, per soccorrere i vecchi genitori, od aver cura dei fratelli piccolini e delle faccende domestiche. Così pure la sua mortificazione non piacerebbe a Dio, se con indiscrete austerità si rendesse incapace di sopportare più tardi il digiuno e l’astinenza imposti dalla Chiesa, ed anche di adempiere i doveri del proprio stato. Il disordine potrebbe essere ancora maggiore se trascurasse i suoi doveri essenziali per abbandonarsi all'ozio o ad occupazioni inutili e fors'anche pericolose e viziose. La Figlia di Maria Immacolata eviterà questi errori se, nel suo regolamento di vita, saprà assegnare a ciascuna delle sue occupazioni il luogo ed il tempo richiesti dalla sua relativa importanza. Prima di tutto metterà l’esatto adempimento dei doveri della vita cristiana, dei comandamenti di Dio e della Chiesa, la fedeltà alle preghiere del mattino e della sera, la santificazione dei giorni festivi, l’amore del prossimo ed il rispetto dei suoi diritti, il digiuno e l’astinenza comandati dalla Chiesa, la frequenza ai sacramenti, la fuga dalle occasioni pericolose, ecc. Dopo questi doveri della vita cristiana, e prima di ogni altra occupazione, metterà i doveri del proprio stato: quei lavori che possono variare secondo la condizione in cui si troverà, ma che dovranno sempre essere regolati e santificati, come si disse più sopra, concedendo a tempo opportuno allo spirito e al corpo, l’alimento e il riposo di cui hanno bisogno, le distrazioni legittime e quei sollievi leciti che son loro necessari. Taluna forse si stupirà di veder messi soltanto in secondo luogo i doveri del proprio stato, la cui importanza è tuttavia capitale. Si è perché abbiamo supposto che la giovanetta, scegliendo il proprio stato, abbia seguito i consigli dati nel precedente capitolo, e che per la stessa ragione, i doveri che dal suo stato le sono imposti, non siano mai contrari agli obblighi della vita cristiana. Ma se sventuratamente si trovasse in una condizione che le rendesse impossibile la pratica de' suoi doveri di cristiana, faccia quanto può per uscirne al più presto, essendo sicura di non essere dove il buon Dio la vuole. Finalmente il tempo che le avanza dopo l’adempimento de' suoi doveri di cristiana e di quelli del proprio stato, non potrà essere meglio speso che in quelle pratiche adatte a conservare e ad accrescere lo spirito di pietà, e nell’esercizio delle opere di misericordia, spirituali e corporali. Non vi sarà nulla di male se talora si occuperà altresì in qualche cosa di utile ed anche soltanto aggradevole, come sarebbe lo studio della musica o del disegno, o qualche lettura dilettevole; purché tutto ciò si faccia sotto lo sguardo di Dio, con il desiderio di piacergli (...).