Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

Visualizzazioni totali


Per contattarmi potete scrivere all'indirizzo: cordialiter@gmail.com
_______________________________
Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.

venerdì 6 gennaio 2017

Amare il proprio marito

(Brano tratto da "Ama tuo marito", di Pierre Dufoyer e dott. Lefranc, Edizioni Paoline, 1962).



Amare il proprio marito.
Amarlo con tutto se stessa, con tutto il corpo, con tutto il cuore, con tutta la volontà.
Amare unicamente lui e nessun altro. Intendo di amore di sposa, d'amore di donna.
Amarlo sempre e non soltanto durante il fidanzamento e la "luna di miele".
Tale è la maniera d'amare.
Tale la sola maniera di ben amare.
Tale il risultato da raggiungere.
Tale il risultato di cui questo libro insegnerà la via.
Sentire nascere in sé un amore è un dono. Non c'è alcun merito. Far durare l'amore è una costruzione. Occorre l'opera personale.
L'amore coniugale è reso possibile ed ha le basi assicurate dalla struttura degli esseri umani (...), dono della natura e di Dio. La riuscita nella durata è opera d'intelligenza, di sforzo, di coscienza.
L'amore è insieme dono e costruzione, dato iniziale e sforzo personale.
Quasi tutti i fidanzati credono che il sentir un amore ardente sia garanzia di durata; si nutrirà di se stesso, trionferà di ogni ostacolo, assicurando la felicità.
È vero che l'amore può trionfare di tutto e assicurare piena felicità.
È falso però che il suo ardore iniziale ne garantisca la durata, o che si alimenti da sé.
Accendiamo un mucchio di legna. Carta e ramoscelli ne garantiscono la prima fiammata sfavillante, ma, perché duri, bisognerà pazientemente alimentarla.
Attrazione fisica, attrazione del cuore bastano a far ardere l'amore. Perché duri va alimentato.
Il fuoco non è alimentato sempre dagli stessi materiali. I primi diventano tizzoni e formano la cenere calda, in lenta combustione, ma bisogna gettarvi ceppi. Questi beneficeranno del fuoco iniziale che, senza di essi, si estinguerebbe. Così è per l'amore. Istinto e attrazione sono la cenere calda, che però si raffredda se non se ne alimenta il fervore.
Perché il fuoco duri devono verificarsi determinate condizioni: non soffocarlo, non caricarlo né di legna umida, né di rami verdi, né di materiali incombustibili; assicurare l'aerazione... In caso contrario languirà e si spegnerà.
Perché l'amore arda sempre si devono verificare certe condizioni: fisiche, economiche, affettive, sentimentali, spirituali. Se si trascurano, darà più fumo che calore, poi morirà.