Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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lunedì 2 gennaio 2017

Dominus vobiscum

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Dominus vobiscum. Prima di rivolgere questo divino saluto, di fare al popolo questo santo augurio, il tuo sacerdote, o Gesù, bacia l’altare. Quest’ultimo rappresenta Te stesso. Dunque il Sacerdote ti bacia, per comunicare alle anime il tuo bacio e con esso il tuo Spirito. Di fatto lo Spirito Santo è detto il bacio divino: è il bacio d’amore nel seno stesso della Divinità: bacio del Padre al Verbo e del Verbo al Padre. E Tu, o Gesù, hai promesso che avresti dato il tuo bacio, il tuo Spirito: Spiritum Sanctum quem Ego mittam vobis a Patre (Joan. XV, 26). Ed appunto col tuo Sacrificio con cui ci hai riconciliato al Padre, ci doni il tuo bacio santo: ecco perché il sacerdote dopo aver baciato l’altare, comunica il tuo bacio a tutte le anime.

Quante anime hanno bisogno del tuo bacio, o Gesù. Quante anime purtroppo non possiedono la dolcezza della pace che solo il tuo Spirito può dare. Deh, concedimi la grande grazia che io possa comunicare il tuo bacio! Ma ciò non sarà possibile se io prima non avrò baciato Te, o Signore, unendomi intimamente all’Altare che ti rappresenta, all’Altare del tuo Sacrificio. Dunque perché io possa consolare davvero le anime, perché possa recar loro non già quelle consolazioni effimere che lasciano il cuore più desolato, ma il tuo bacio, solo il tuo bacio, o Gesù, è necessario che io mi unisca sempre più a Te nel tuo Sacrificio. Intendo, dunque, in ogni sacrificio che Tu mi chiederai, di vedere non solo un invito a dare a Te quell’unico bacio che Tu gradisci, ma insieme un invito a darlo a tante anime care, anime che da me aspettano sollievo e conforto. Deh, non permettere che io mi illuda di poter recar loro il medesimo conforto per altra via: quel conforto non potrebbe essere che un misero inganno. Devo sforzarmi di rendere lieta la vita di coloro che trattano con me: vorrei apparire come un perpetuo sorriso di pace, per questo è necessario che io vinca ogni egoismo. E’ necessario che a me riserbi le spine per comunicar loro le rose del vero amore, le fragranze celesti del tuo bacio, o Gesù!

Ma solo lo spirito di fede con cui le anime appaiono alla tua luce divina, rende possibile questa santa amabilità. Con lo spirito di fede le anime, anche più antipatiche e ripugnanti, mi appaiono rivestite della tua bellezza, mi appaiono degne del tuo bacio, o Gesù. Sì, perché anche fossero peccatrici, lo spirito di fede me le mostra sempre come qualche cosa di sacro, qualche cosa di divino, appunto perché sopra di esse si deve effondere lo spirito soavissimo della tua misericordia. Deh, dammi grazia che io ne possa essere ministro!

Perciò se il saluto: Dominus vobiscum è dalla Chiesa riservato al Sacerdote e al suo primo ministro, il diacono, non mi è però vietato di rivolgerlo privatamente e silenziosamente a tante anime. Intendo perciò di rivolgerlo interiormente come primo saluto a tutte quelle che Tu metterai sulla mia via. Quante neppur sospettano le gioie ineffabili che potrebbero gustare col tuo bacio, col tuo Spirito. E forse che sa che qualcuna venga da me per chiedermi qualche altro dono, qualche altro sollievo? A tutte io voglio dire e ripetere: Dominus vobiscum! E la risposta che attenderò non è, non deve essere se non l’incontro in questo stesso Spirito, l’incontro nel tuo Cuore, o Gesù. Et cum spiritu tuo.


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