Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 19 gennaio 2017

Don Orione contro le "vocazioni dubbie"

La crisi della Chiesa è causata principalmente dai numerosi preti che si comportano in maniera "poco zelante" e che non portano anime a Dio. Per far rifiorire la Chiesa è necessario preparare con cura i seminaristi e scartare quelli che non sembrano avere una sicura vocazione. Ecco ciò che scrisse in proposito San Luigi Orione (1872-1940), uno dei santi a cui sono più devoto, ai superiori della sua Congregazione:

“A voi dico: scuotete la pianta e fate cadere le foglie che non fossero ben attaccate: non aspettate, fate questo subito: questo vi dico nel nome del Signore. Sono contento si siano tenute le ordinazioni, ma non si promuovano che quelli i quali hanno un vero spirito di fede, sicura vocazione, spirito d’umiltà, d’orazione, di sacrificio: se non siete più che sicuro, non promuovete, non promuovete. Liberate la Congregazione dagli sfruttatori e dalle sanguisughe: i nec nec guastano gli altri e pregiudicano terribilmente, sono come i malati contagiosi. Vi raccomando molto questo”.

"Scrollate la pianta, perché cada ciò che non vi è fortemente attaccato. Guai a quei Superiori che, per malintesa tolleranza, tengono in Congregazione elementi non nostri e sonnecchiano e lasciano illanguidire i chierici. Non si tolleri il vizio, né lo scandalo, né i tiepidi: non si guardi in faccia a nessuno: si vigili e si faccia tutto con vera coscienza." 

“La troppa tolleranza infiacca il corpo della Congregazione, indebolisce gli spiriti e produce nelle case un male contagioso, un malessere morale deleterio”.

“La nostra Congregazione ha bisogno d'essere non solo una forza religiosa, una forza di fede, una forza di carità, una forza d’apostolato per le anime ma anche una forza dottrinale, una forza di sana e purissima e forte dottrina filosofica e teologica. Essa, la Piccola Opera, deve portare tra le mani e sul cuore i santi Evangeli e san Tommaso; - né la sana dottrina nuocerà alla fede ma la sosterrà - non nuocerà alla carità, ma la alimenterà, renderà più efficace e fruttuoso l'apostolato per le anime. Ora tutti sanno, sapranno male, ma sanno: è di suprema necessità essere forti e ben corazzati a difesa della fede e della Chiesa. Non sarà l'ignoranza che ci farà santi, ma molto gioverà a portarci a Dio non solo la virtù dell'umiltà e della carità, ma la scienza di Dio”.