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martedì 28 febbraio 2017

Accetto le critiche, purché costruttive

Pubblico l'e-mail di una lettrice.

Gent.mo, una mia amica è venuta a trovarmi; non è praticante e insieme abbiamo visitato alcuni siti religiosi tra cui il tuo... all'improvviso è diventata pungente e non sono riuscita a gestirla. Le ho detto che ti ho incontrato a Roma ma lei ha "rincarato la dose": che credenziali hai per dispensare consigli, che studi hai fatto... io non ho saputo e neanche mi interessa sapere, le ho solo detto che visto le cose buone che dici e il seguito che hai di lettori, devi essere formato bene... insomma, un'ora insieme si è trasformata in una inquisizione... ho fatto male? Credo che oggi sia difficile stanare dalle loro posizioni gli "avversari"... 

So che hai il tempo preso al rispondere a mail "mirate", mi par quasi di dare fastidio...  comunque grazie,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     accetto volentieri le critiche, se sono costruttive. La tua amica "non praticante" mi critica senza dire che cosa io abbia affermato di errato, pertanto il suo disappunto nei confronti del mio blog non mi è di utilità, poiché non so in che cosa dovrei migliorare i post che pubblico.

Circa la sua preoccupazione al riguardo degli studi teologici fatti, la tua amica "non praticante" può stare tranquilla: non ho mai frequentato qualche facoltà infestata da teologi modernisti, i quali insegnano il contrario di quel che la Chiesa Cattolica ha insegnato per secoli. Proprio per evitare di farmi contaminare dall'eresia modernista ho preferito approfondire la Dottrina Cattolica da "autodidatta", utilizzando scritti di autori molto amati negli ambienti tradizionali, tra i quali Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco di Sales, Padre Réginald Garrigou-Lagrange (1877-1964), Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), il venerabile Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Padre Eriberto Jone (1885 - 1967), Don Dolindo Ruotolo (1882 - 1970), il Cardinale Giuseppe Siri (1907 - 1989), e tanti altri. Nei miei scritti c'è poca farina del mio sacco, poiché spesso mi limito a ripetere con parole mie quel che hanno insegnato i suddetti autori o altri di retta dottrina.

Tutti i fedeli hanno il diritto/dovere, secondo le proprie capacità, di fare apostolato. Ecco cosa afferma la Santa Sede: "Tutti i fedeli, in quanto partecipano alla missione della Chiesa, hanno il diritto di promuovere o di sostenere l'attività apostolica anche con proprie iniziative... (cfr. canone 216 del Codice di Diritto Canonico, Libreria Editrice Vaticana). Il Cardinale Giuseppe Pizzardo, nel corso del II Congresso Mondiale per l'Apostolato dei Laici, svoltosi a Roma nel 1957, dinanzi a circa 2500 delegati giunti da oltre 90 paesi dell'orbe cattolico, tenne un'interessante lezione in cui ricordò che l'apostolato è un dovere per ogni cristiano e ha per fine l'espansione del Corpo Mistico di Cristo (cioè della Chiesa Cattolica). Anche il Magistero della Chiesa in varie occasioni ha incoraggiato tutti i fedeli laici (ovviamente ognuno in base alle proprie capacità e preparazione dottrinale) ad impegnarsi nell'apostolato. 

La tua amica "non praticante", prima di impiegare il suo tempo nel "fare le pulci" al mio blog, dovrebbe impiegarlo nel praticare la Religione. Quando morirà e si presenterà dinanzi all'inappellabile tribunale di Gesù Cristo, non dovrà rendere conto di quel che io ho pubblicato sui miei blog, ma delle sue azioni personali. 

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

P. S. Ti sconsiglio di far leggere questa lettera alla tua amica: difficilmente otterremmo la sua conversione, rischieremmo invece di inasprirla ancora di più. In questi casi la cosa più utile da fare è pregare.