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domenica 26 febbraio 2017

In difesa del Catechismo

Pubblico un post scritto da Teodolida, una gentile collaboratrice del blog.

Spero che ritorni presto il Catechismo nelle nostre Chiese. Per decenni ho assistito all'eliminazione progressiva del Catechismo dalle parrocchie e a sperimentazioni di nuovi modi di fare Catechismo per esempio attraverso schede, con catechiste chiamate a questo ruolo pur non frequentando regolarmente i Sacramenti o non conoscendo molto della propria religione, oppure attraverso libri che cercavano di impostare il discorso della fede attraverso il metodo dell’attualizzazione. Ho considerato come un tesoro le nozioni apprese da bambina sulla nostra religione avute attraverso la lettura di vecchi libretti e la conoscenza di persone che mi hanno insegnato nella pratica i concetti della nostra fede, ma ho visto trasmettere questa fede ai giovani sempre meno negli anni.

Per Catechismo non intendo solo le due ore settimanali in cui si parla e si legge qualcosa della nostra fede, ma anche tutte le volte che i diversi modi la Chiesa trasmette la fede attraverso le attività della parrocchia, la Messa e i Santi Sacramenti. A volte sembra che la parola Catechismo sia qualcosa di diverso dalla fede, qualcosa di antico e non adatto alla nostra società. In realtà il Catechismo non è una cosa a sé stante, estranea al Vangelo, qualcosa che la Chiesa ha inventato per sottomettere qualcuno e che bisogna limitare perché il Vangelo cresca. Nel Catechismo si parla dei Comandamenti e dei Sacramenti: i Comandamenti e i Sacramenti sono nella Sacra Scrittura. Non c’è opposizione, non c’è lotta tra Catechismo e voler bene ed aiutare gli altri (tema che va molto di moda attualmente). Se uno mette in pratica il Catechismo ottiene il rispetto e la carità per gli altri. Se si amano gli altri si rispetta il Catechismo e viceversa: se si rispetta il Catechismo si amano gli altri come Gesù ci ha insegnato. Togliere il Catechismo è togliere il Vangelo. Come si può vivere il Vangelo senza Sacramenti, senza i miracoli di Gesù, senza vita eterna e giudizio? Se si vuol fare un Catechismo (come succede in molte parrocchie) senza parlare dei Comandamenti, dei Sacramenti e della vita eterna, non si vuol parlare di Gesù, non si vuol parlare del Vangelo. Quello a cui sto assistendo da tempo nelle parrocchie che frequento è un progressivo tacere di alcuni temi del Vangelo e di molti principi della fede a favore di un’esperienza solo sociale ed umana.

I Sacramenti vanno difesi. L’Eucarestia va difesa. Quando si colpisce il Catechismo non si colpisce niente di diverso dalla stessa Chiesa. In particolare in questi tempi è l’Eucarestia a dover essere difesa. Coloro che attaccano la famiglia attaccano i Sacramenti che sono il cuore della Chiesa. Se nella Chiesa si va contro la parola del Vangelo sulla famiglia ammettendo novità antievangeliche sulla famiglia, si mette in dubbio l’autenticità di tutto il Vangelo e di conseguenza dei Sacramenti che sono legittimati dal Vangelo. Attaccare però l’Eucarestia in particolare significa negare il fatto che Dio è in mezzo a noi nel pane e nel vino. Ma migliorare il mondo, portare la pace e la speranza, aiutare il prossimo (tutte cose in nome delle quali da parte di qualcuno si tenta di offuscare o attaccare i Sacramenti) si possono fare solo con l'aiuto di Cristo, il quale è tra di noi nel Sacramento dell’Eucarestia. Per questo bisogna riaffermare il Catechismo che sostiene i Sacramenti nella Chiesa e non vederli come un ostacolo per la diffusione del Vangelo.

Chiedo a tutti quelli che possono di riprendere il Catechismo in mano, quello antico e quello di Papa Benedetto XVI e trovare un modo semplice, non artefatto da strani metodi, per portarlo ai giovani e ai bambini. Chiedo ai sacerdoti di parlare delle verità trascurate, le quali sono presenti nel Catechismo come ad esempio i comandamenti, la vita eterna, la resurrezione, ecc., e a tutti raccomando di conservare preziosamente i libri che trasmettono queste verità.

A gloria di Dio,   

Teodolinda