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domenica 26 marzo 2017

Bisogna pregare sia per i "cattivi" che per i "buoni"

Pubblico un messaggio che mi ha inviato un'affettuosa lettrice.


Caro D., io sto bene. Sto cercando di vivere questo periodo in ascolto, trascurando tutto il resto. Ammetto che sono triste perché vedo attorno a me persone che perdono la fede senza grandi scrupoli, come se il Signore fosse solo Misericordia e non Giustizia divina, come se si potesse prendersi gioco di Gesù tanto è buono. (…) Seguo sempre il tuo blog e ti penso ogni giorno, non prego per te, quasi mai. Il male che c'è intorno a me, in famiglia e al lavoro mi impegna molto in termini di preghiera e quando penso che ora devo dedicare del tempo a te credo, sbagliando, che non ne hai bisogno. Ma non credere che non ti voglia più bene. Io ti voglio sempre tanto bene e il posto che occupi nel mio cuore oramai è tuo, tu sei in me e sono in pace quando ogni giorno mi ricordo che quello spazio è tuo e ti porto con me ovunque io vada. Sei piacevolmente e sorprendentemente indelebile. Ti ringrazio per tutto ciò che fai per me, non ti sarò mai sufficientemente grata. Ma lo vorrei, vorrei esprimerti la mia gratitudine. Ti voglio bene…


Carissima in Cristo,
                                 tutti quanti hanno bisogno di preghiere: i cattivi affinché si convertano, i tiepidi affinché diventino fervorosi, i buoni affinché diventino ancora più santi e non tradiscano mai il Signore. La storia insegna che ci sono state tante persone che per un certo periodo di tempo si sono comportate bene, ma poi hanno fatto “naufragio”. Salomone è stato uno dei re più sapienti di tutti i tempi e per anni governò con saggezza il Regno di Israele, ma poi cadde nell’idolatria. Tertulliano fu un abile scrittore cristiano che scrisse interessanti opere di apologetica, ma poi cadde nell’eresia montanista. Sant’Alfonso Maria de Liguori racconta diverse apparizioni di anime dannate che in vita sembravano sante ma che invece sono andate all’inferno. Pertanto, anche se una persona ti sembra vivere in maniera coerente col Vangelo, anche lei ha bisogno di preghiere affinché rimanga fedele a Cristo sino alla morte. Io prego spesso per te nella speranza che il Signore ti conceda la grande gioia di morire in stato di grazia (quando Lui vorrà). Inoltre chiedo a Dio di darti la forza di praticare con fervore le virtù cristiane, affinché tu possa meritare tanti gradi di gloria per il Cielo e gioire maggiormente della visione beatifica del Signore se ti salverai l’anima e andrai in Paradiso. Insomma voglio che tu possa diventare santa per la maggior gloria di Dio. Dopo la tua conversione hai cambiato radicalmente stile di vita, pertanto penso che se ti salverai l’anima sarai uno dei trofei più belli dell’infinita misericordia della Santissima Trinità.

Coloro che amano Gesù Cristo hanno il cuore in lacrime nel constatare che nella nostra società tante persone vivono come se Dio non ci fosse. Anche i santi piangevano al pensiero che molta gente non ama il Signore. Ciò provoca tristezza, ma dobbiamo cercare di sfruttare questo stato d’animo lacrimevole per stringerci maggiormente a Gesù buono e consolarlo col nostro amore. Se invece ci lasciamo prendere dalla rabbia diventa difficile conservare la pace interiore e praticare la vita devota con dolcezza, come voleva San Francesco di Sales.

Ogni volta che mi dici che mi vuoi bene sento tanto conforto. Come sai, nutro tanta stima nei tuoi confronti. Molti uomini valutano le donne principalmente per il loro aspetto esteriore, invece io, pur ammettendo che hai un aspetto grazioso, ti apprezzo principalmente per il tuo aspetto interiore. Sento una forte attrazione spirituale verso di te. È vero che ho fatto tanto per te, ma per me è una grande gioia farti del bene, ad esempio chiarire i tuoi dubbi su questioni riguardanti la Religione, consolarti nei momenti di afflizione, incoraggiarti nel cammino di perfezione cristiana, farti leggere buone letture spirituali, eccetera. Pertanto se vuoi “sdebitarti” e mostrarmi la tua gratitudine ti supplico di chiedermi spesso di fare qualcosa per te. Più sarai esigente con me, più mi farai contento. Se mi chiederai poco ti darò poco, se mi chiederai molto ti darò tutto.

Tempo fa mi hai detto che se il Signore dovesse chiamarti ad eleggere lo stato di vita matrimoniale, sceglieresti me come tuo sposo. Penso che saresti una brava moglie poiché mi aiuteresti a ricreare in casa un’atmosfera quasi… “conventuale”, cioè un clima di raccoglimento interiore, di devozione, di carità fraterna, di dolcezza, eccetera. Ma per il momento cerco di rimanere coi piedi per terra, onde evitare di farmi illusioni. Supplico il Signore di farti capire qual è la Sua volontà, cioè quale stato di vita devi eleggere. Ti sposerei solo se fosse Lui a farci capire che siamo chiamati a santificarci assieme nella vita matrimoniale, poiché solo facendo la Sua volontà potremmo essere davvero felici. Intanto sto continuando a ricevere delle “manifestazioni di interesse” da altre lettrici. Ad esempio recentemente mi ha contattato una ragazza che è stata diversi anni in convento (è uscita prima della professione perpetua), la quale mi ha dato una buona impressione da un punto di vista spirituale (non potrei mai sposare una donna che non ha una visione ascetica della vita cristiana). Mi trovo un po’ in imbarazzo poiché non è facile scegliere tra diverse “candidate” (con le altre siamo solo nella fase iniziale di reciproco conoscimento, solo con te c’è un grado di affetto più avanzato). Ho chiesto a Dio di scegliere Lui per me, e inoltre gli ho detto che vorrei sposarmi solo se sia io che mia moglie e l’eventuale prole riuscissimo a salvarci l’anima. Certe cose o si fanno bene o è meglio non farle.

Carissima, per me sei un'amica preziosa, poiché mi trasmetti devozione e mi spingi a fare tanti atti di carità nei tuoi confronti. Staremo a vedere come evolveranno le cose tra di noi. Rinnovandoti la mia gratitudine per il tuo ordinato affetto verso di me, ti porgo i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter