Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 30 marzo 2017

Il cancro ha aiutato Maristella a convertirsi a Dio

I modernisti hanno una visione immanentista (cioè "poco soprannaturale") della vita, pertanto non riescono a spiegarsi per quale motivo nel mondo ci sono le malattie mortali. Invece noi cattolici legati alla Tradizione sappiamo che nulla nella vita capita per cieco caso, ma tutto è disposto da Dio in vista di un bene maggiore. Ad esempio, anni fa, grazie a un cancro, Maristella si è convertita e ha cominciato a vivere il cristianesimo in maniera fervorosa. Su questo ed altri argomenti ne ha parlato in una lunga e interessante intervista che mi ha gentilmente rilasciato.


- San Paolo Apostolo, Sant'Alfonso Maria de Liguori, Santa Teresa d'Avila e tanti altri santi desideravano morire per poter unirsi finalmente con Cristo. Anche tu mi hai confidato che speri di morire per unirti con Dio. Non ti dispiace lasciare i parenti, gli amici e i beni materiali?

- Da quando mi sono convertita desidero la Presenza di Dio, stare con Lui. Capisco che lasciando questo mondo per mezzo di Sorella Morte, andrei incontro a Lui, fra le Sue braccia. Io attendo con impazienza questo momento, tuttavia mi affido docilmente alla Sua volontà. Temo solo di non essere pronta, e allora prego il mio dolce Signore. Dei beni materiali non faccio alcun conto, a questo mondo tutto passa; gli amici e i parenti invece so che non li perderò mai. In Dio tutto resta e tutto porta frutto.

- Alcuni anni fa i medici ti avevano diagnosticato un cancro, ma grazie a Dio è stato debellato. In quegli anni di lotta contro il tumore hai avuto paura di morire? Sapendo che rischiavi seriamente di morire, in che ottica vedevi le cose passeggere della vita?

- Quando mi dissero che avevo un cancro il mondo mi crollò addosso. Restai attonita, stordita. Pensai che la mia vita sarebbe finita presto, come ombra che passa. Il Signore misericordioso mi venne a prendere nell’abisso della paura, del dolore e della rabbia. La mia vita ebbe una svolta improvvisa; cambiò la mia scala di valori e di priorità. Mi sembrò di uscire da un tunnel, da una galleria e di vedere finalmente la luce.

- Pensavi anche al giudizio particolare che avresti dovuto affrontare nel primo istante della morte?

- Ora realizzo che se fossi morta allora, sarei stata persa per sempre. Quanta pazienza ha il Signore Dio con noi poveri peccatori! Quante volte ci chiama, ci fa udire la Sua voce! Sta a noi rispondere, nella libertà, e afferrare la Sua mano che ci rialza da terra. Riprendere il cammino dicendo “Eccomi, Signore! Parla, la tua serva ascolta”.

- Prima della malattia vivevi mondanamente, ma per mezzo del cancro il Signore ti ha convertito. A volte senti “nostalgia” della vita “poco religiosa” del passato?

- Vivevo lontana da Dio, non ero felice; mi capitava spesso di inquietarmi, di essere nervosa e triste. Sono felice della vita di adesso, tranquilla e serena nella Presenza del Signore. Ringrazio il cancro che mi ha permesso di incontrare Dio e benedico la malattia che mi ha messa sulla Sua strada.

- Quando la mattina ti svegli, il tuo primo pensiero va a Dio o alle cose materiali del mondo?

- Prima di addormentarmi e appena sveglia nel mio cuore mi intrattengo con Gesù e con Maria. Se mi capita di dimenticarmi, chiedo perdono e subito torno con il pensiero al dialogo interrotto. E’ meraviglioso addormentarmi pensando a un Dio misericordioso, alla Mamma che dal cielo ci custodisce, a tutti gli Angeli, ai Santi e a tutti i morti in stato di grazia che mi hanno voluto bene e vegliano su di me. Dormo serena e mi sveglio felice, piena di energia anche se le ore di sonno sono poche.

- Quando eri ragazzina sognavi di fare la scrittrice, ma poi hai intrapreso un altro percorso formativo e adesso svolgi un lavoro diverso da quel che immaginavi in gioventù. Tuttavia dall'estate del 2015 ho cominciato a pubblicare molti dei tuoi scritti sul blog (diverse persone mi hanno confidato di apprezzare ciò che scrivi). Sei contenta di essere riuscita per mezzo del blog a realizzare il tuo sogno di trasmettere qualcosa al prossimo per mezzo dei tuoi scritti?

- Se le mie povere parole possono fare del bene, dare conforto e speranza a qualche anima, io ne sono felice. Se sono di impaccio, chiedo perdono. Domando al Signore di poter essere Suo strumento, di poter fare sempre la Sua volontà.

- Diverse volte mi hai detto che apprezzi tantissimo il mio blog. Quali sono i post che preferisci maggiormente: quelli “battaglieri” contro la peste modernista, oppure quelli di carattere più spirituale e ascetico?

- Il blog mi piace moltissimo, trovo che sia unico. Come armoniosamente si alternano le stagioni così anche la varietà di contenuti. Leggo sempre volentieri tutto: tuoi contributi e quelli dei collaboratori, i brani scelti di teologia morale, e qualche testo in cui si affermano in modo energico i valori della nostra Fede. La mia anima se ne nutre e se ne disseta. Soprattutto apprezzo lo sprone a fare il bene, le buone parole di incoraggiamento e il grande rispetto verso i Sommi Pontefici.

- Molti cattolici fedeli alla Tradizione hanno una devozione speciale per l'indimenticabile Arcivescovo di Milano, il Beato Cardinale Ildefonso Schuster, deceduto nel 1954. I milanesi anziani ti hanno mai parlato di lui? Che ricordo ne hanno?

- Quando ero bambina mia nonna e le sue sorelle mi parlavano spesso di questo cardinale Schuster con grande devozione: negli anni sanguinosi della guerra aveva sempre aiutato e confortato la popolazione milanese, salvando moltissime persone da condanne a morte. Si era trovato in mezzo a situazioni terribili. Non aveva paura di nessuno, tanto da pronunciare omelie di severe reprimende verso il potere. Era un Santo, un uomo di Dio mandato dalla Provvidenza divina! Ecco cosa mi ripetevano mostrandomi la sua immagine. 

- Certe persone vivono il cristianesimo in maniera accigliata, non sorridono quasi mai, e col prossimo sono spesso aspre, acide e severe. Tu invece cerchi di vivere il cristianesimo in maniera gioiosa. Ma con tutte le cose tristi che accadono nel mondo, come fai a conservare il buon umore e ad essere gioviale col prossimo?

- Il Signore ci ha fatto una promessa “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28, 20). Come potrei triste sapendo che Gesù è sempre con me? Io lo vorrei dire a tutti, lo vorrei gridare al mondo. Cerco di testimoniare la mia Fede nella vita: penso che un viso sorridente, tanta pazienza e qualche buona parola possano portare Gesù alle persone che mi circondano.

- A Milano che significa dire a una persona che è una “gioppina”? Perché alcuni ti accusano di essere tale?

- “Gioppino” è una maschera bergamasca, un burattino: raffigurava la persona rozza ma di buon cuore. Ora “fare il gioppino” viene detto a chi fa il burlone, a chi scherza. Alle volte mi rendo conto che le persone che mi circondano sono tristi. Pur essendo molto timida cerco di portare un sorriso e un briciolo di allegria. Molti apprezzano, qualcuno critica e mi dice che “faccio la gioppina”. Amo l’allegria buona, sana, veramente cristiana. Come diceva San Giovanni Bosco “Vivete pure nella massima allegria, purché non facciate peccato”.

- La solitudine e il silenzio ti fanno paura, oppure ti aiutano a raccoglierti interiormente e a vivere “alla presenza di Dio”, dialogando nel segreto del tuo cuore (orazione mentale) con Gesù e Maria?

- Amo moltissimo la solitudine e il silenzio. Posso stare ore in raccoglimento, in uno stato dolcissimo di orazione mentale. Alle volte ricevo il dono delle lacrime, per un dolore e una letizia che si mescolano. Altre volte nel silenzio riesco a percepire la delicata voce del Signore.

- Molta gente non vede l'ora che arrivi il “week-end” per poter andare in discoteca e in altri locali mondani. Quando vivevi lontano dal Signore ti piacevano questi luoghi di “divertimento”?

- Da ragazza andai un paio di volte in discoteca e non mi piacque: musica assordante (tanto da avere fastidio alle orecchie per un paio di giorni!), buio e luci intermittenti, molta confusione. Ho sempre amato il silenzio, passeggiare nella natura. Mi incanto a guardare le braci nei camini, il grano che ondeggia con il vento, le nuvole nel cielo, le stelle, la neve e la pioggia che cadono. 

- Tra i libri spirituali che hai letto, quali ti hanno edificato in maniera particolare?

- Leggo molti libri spirituali da sempre. In questi ultimi mesi ho ricevuto molto conforto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Francesco di Sales… ma soprattutto rileggendo e meditando le “Confessioni” di Sant’Agostino.

- In questo periodo stai organizzando il trasloco in un'altra casa, e stai approfittando dell'occasione per buttare via molti vestiti che avevi comprato quando vivevi in maniera mondana. Li stai buttando perché erano ormai vecchi oppure perché erano “troppo appariscenti” e non conformi agli insegnamenti del grande Papa Pio XII sul modo di vestire delle donne cristiane?

- Noi donne abbiamo grandi doni e responsabilità: il nostro aspetto fisico mostrato in modo sconveniente può suscitare pensieri impuri negli uomini che ci osservano. Quando me ne sono resa conto, aiutata anche dall'avanzare dell’età che porta un briciolo di saggezza in più, ho eliminato ciò che era troppo appariscente. Ora mi vesto in modo semplice, rispettando il mio corpo “tempio dello Spirito Santo” (1 Cor. 6,19) e la sensibilità delle persone che incontro.

- Ho visto che hai una felpa con l'immagine di San Michele Arcangelo. Come ti è sorta l'idea di realizzare un capo d'abbigliamento cristiano?

- Negli ultimi anni si sta diffondendo un modo di vestirsi “poco cristiano”: abiti che lasciano vedere anziché coprire… addirittura mi è capitato di vedere maglie con l’immagine di croci capovolte. Così mi è sorto il desiderio di un capo di abbigliamento che testimoniasse la mia Fede. Ho cercato una bella immagine di San Michele Arcangelo, principe delle milizie celesti, e la preghiera che gli viene dedicata. Ho lavorato con le immagini e poi ho fatto stampare su una felpa l’immagine sul davanti e la preghiera sul retro. Molti hanno apprezzato questa mia scelta e qualcuno vorrebbe capi simili per sé e per la famiglia. Ovviamente non sono mancate le critiche e le derisioni. Ma io sono estremamente soddisfatta e orgogliosa della mia felpa.

- Ci sono molti siti internet che si definiscono cattolici, ma che invece di produrre frutti buoni (come tutte le opere che sono conformi al volere di Dio) producono frutti cattivi (dubbi sulla fede, sconforto, tristezza, rancore, disfattismo, ecc.), dimostrando così di non essere opere conformi al volere del Signore. Hai notato anche tu che ci sono siti del genere?

- Ci sono siti internet che affermano di ispirarsi valori della Tradizione cattolica ma poi “scivolano” pubblicando offese e parole brutte contro i Sommi Pontefici [persino contro l'angelico Papa Pio XII, n.d.r.]. Alcune persone, leggendo questi testi, provano sconforto e rancore; così pronunciano giudizi temerari e oltraggi. Io mi allontano da questi siti, mi limito a pregare per queste persone.

- Apprezzo molto i tuoi scritti che mi hai concesso di pubblicare sul blog, perché mi edificano l'animo, mi trasmettono devozione e mi spronano a proseguire con gioia il cammino di fede. Tutti i cristiani, anche i fedeli laici, hanno il dovere di diffondere la fede, cioè di fare apostolato, ciascuno secondo le proprie capacità e possibilità. Se i tuoi impegni lavorativi e familiari te lo permetteranno, hai intenzione di continuare con questa piccola opera di apostolato che stai praticando per mezzo del blog?

- Io sono lieta di poter aiutare e collaborare in questo modo, spero che le mie piccole parole possano dare aiuto e conforto alle anime che “hanno sete di Dio”. Chiedo al Signore il dono di poter essere un Suo umile strumento: se Lui mi chiede di continuare a scrivere, lo farò molto volentieri. Chiedo a te, a tutti, preghiere, che io contraccambio con tanto affetto. Creiamo un movimento di preghiera, che possa brillare in questo mondo minacciato dalle tenebre.



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