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lunedì 20 marzo 2017

Meditazioni edificanti

Meditazioni scritte da Santa Bartolomea Capitanio (Fondatrice delle Suore di Maria Bambina) in occasione degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio che svolse nel 1826.


Meditazione sulla morte

Dunque ad ogni modo debbo morire. Quando sarà, Iddio solo lo sa; sicché mi è sommamente necessario lo stare apparecchiata sempre alla morte. Il peccato è quello che amareggia la morte, e per un' anima giusta la morte non è morte, ma principio della vera vita eterna. Dunque se potessi morir da giusto, quanto sarebbe felice la mia morte!... Ho poi considerato che la morte è l'unica cosa che importa più di tutte, poiché da essa dipende o la mia eterna felicità, o la mia eterna dannazione, sicché importa moltissimo ch'io passi bene il punto della morte. Ho pensato che la morte spoglia di tutto, e al punto di essa non mi gioveranno gli onori, le cariche, le ricchezze, i passatempi ecc.; solo mi saranno care le buone opere, le quali mi accompagneranno anche all'eternità. Riflettendo poi qual sarebbe quella cosa che più mi darebbe pena se in questo punto morissi, riconobbi che la superbia, l'amor proprio, e la mancanza di rettitudine nel mio operare, mi sarebbero di grande spina al punto di morte.

PROPOSITI : Di voler correggere i tre difetti nominati, e di pensar spesso alla morte, massime nelle mie azioni, facendole tutte in maniera che al punto di essa mi possa trovar contenta.

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Sopra i due Stendardi

In questa Meditazione ho conosciuto quanto mai siano ingannati quelli che seguono lo Stendardo di Lucifero, e quanto avventurosi quelli che seguono Gesù Cristo. Le promesse del primo sono tutte menzogne, poiché promette piaceri, onori, passatempi, ricchezze, fortune ecc.; e in realtà quelli che seguono il demonio sono ordinariamente i più sventurati degli altri, perché qual piacere, qual consolazione si può mai godere seguendo un padrone che è un tiranno, che tiene i suoi sudditi come schiavi sotto la sua tirannia? Ma supposto che anche questi beni li conceda ai suoi seguaci, quanto durano poi? Un momento, un istante solo, e conducono all'eterna dannazione. All'opposto Gesù Cristo comanda di mortificare le proprie passioni, di combatterle, d'essere umili, pazienti, caritativi, di amare il patire, di perdonare ecc.; ma insieme ci dice, sarò io il primo a darvi l'esempio, vi ajuterò colla mia grazia, il più lo farò io, i combattimenti vi guadagneranno un'eterna felicità, per un lieve patire avrete un eterno godere. Quanto è mai grande la mia fortuna, che Gesù mi accetta nel numero de' suoi seguaci, a militare sotto il suo Stendardo per guadagnarmi un'eterna felicità! Mio Dio, assolutamente mi dichiaro d'essere vostra seguace, e farò di tutto per seguire le vostre orme.

PROPOSITI : Di non istancarmi mai di combattere contro i miei nemici, massime contro la superbia, per essere dalla parte di Gesù Cristo. Questa Meditazione l'ho fatta parte seduta, e parte inginocchiata, per lo spazio di mezz'ora circa. In essa ho avute poche distrazioni, ma anche pochi affetti. L'ho terminata con desiderio di militare da valorosa sotto lo Stendardo di Gesù Cristo.

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Sulle ultime parole che Gesù pronunciò in Croce

Mi ha fatto grande impressione la somma carità del mio Dio. Egli è in croce, vicino a spirare per gli spasimi, e se apre bocca, le prime parole che pronuncia sono una preghiera all'Eterno Padre di perdonare ai suoi crocifissori, con iscusarli, dicendogli che non sanno quello che si facciano. Altro che il Cuore di un Dio può nutrire tanta carità. Adesso capisco come possa sussistere il mondo, e non sia ad ogni momento sprofondato per l'enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù, le sue Piaghe gridano continuamente misericordia. Che confidenza mi dà il mio Gesù che per suoi meriti mi darà il perdono de' miei peccati! Che dovrei fare per voi, mio Dio?... Se divenissi martire, se soffrissi qualunque cosa, farei nulla; ma almeno quel poco che posso lo voglio fare a tutti i costi. — Apre di nuovo la bocca Gesù, e che dice?... Mi fa un regalo il più prezioso, mi dona la cosa a Lui più cara, mi consegna a Maria per figlia, mi dona Maria per Madre. A Maria raccomanda di amarmi di averne cura come se fossi Lui stesso; a me dice di onorare, servire, amare la sua e mia cara Mamma, come faceva Lui. Oh! che dono, che carità!... Quanto vi sono obbligata che fino dal letto della vostra morte, dimentico de' vostri dolori, pensate al mio maggior bene.

PROPOSITI : Di aver gran confidenza nelle Piaghe di Gesù, e gran divozione e fiducia in Maria.

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Sulle ultime parole dette da Gesù in Croce

Sono restata ammirata e confusa sentendo il moribondo mio Gesù a gridar dalla Croce: ho sete. Dopo tanti spasimi, dopo tanti dolori, per cui si vede vicino a morire, pure grida di nuovo: Sitio di nuovi patimenti per la mia salute, Sitio di nuove pene, Sitio di nuovi desiderj di adempire la volontà di Dio. Al suo eccessivo amore gli sembravano poco i patimenti sofferti, che bramava di soffrirne di maggiori. Oh! amore di Dio non d'altri conosciuto che da voi stesso quanto sia grande, quanto sia ardente! Voi dite Sitio per me, ed io ad ogni leggier pena dico, basta, basta! Quanto son fredda nel vostro santo amore!... Ma però ora grido anch'io Sitio di patire qualche cosa per voi e lo griderò sempre. — Lo sento dire anche: Consummatum est. Si consola Gesù pensando che la grand'opera della Redenzione è già compita, che l'uomo è salvo, che le porte del Paradiso sono aperte. Mio Dio, potessi dire anch'io in punto di morte, Consummatum est, cioè ho fatto tutto quel che ho potuto per amare il mio Dio, per salvar l'anima mia, ma Dio sa come andrà?... Finalmente raccomandando lo spirito al Padre se ne muore. Tutta la natura si commuove alla morte del suo Creatore, sono solamente io che non son capace di spargere neppure una lagrima. — Maria lo accoglie tra le braccia, collo sguardo passa e ripassa le membra morte del suo Gesù, e non trova in Lui una minima parte che sia sana: che dolor per Maria!... Finalmente lo accompagna al sepolcro, sicura di non mai più riavere sulla terra il suo caro Gesù.

PROPOSITI : Di seppellirmi anch'io con Gesù Cristo non pensando più al mondo, ma a Lui solo, e oggi di tener compagnia all'addolorata Madre, che geme priva del suo caro Gesù.

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Sull'amor di Dio

Ho imparato quanto sia mai grande l'amor del mio Dio verso di me, sua povera serva. Egli mi ha amato fin da tutta l'eternità, anche quando il mondo non vi era, anche quando io avea ancora da nascere Egli pensava a me, e mi amava, e mi preparava grazie grandi. Adesso mi ama con un amore infinito, veglia continuamente alla mia difesa, coglie tutti gli incontri per darmi prove del suo amore, mi sta continuamente vicino, mi ha perdonati tanti peccati, mi chiama al suo santo amore, e par che non sia contento finché non si vede amato da me. Per il suo amore mi ha preparata una felicità eterna in Paradiso, e cerca tutti i mezzi perché me l'abbia da guadagnare, poiché non si stima felice se io non partecipo della sua felicità. Vede che io non gli corrispondo, che gli volto le spalle che l'abbandono, anzi che l'offendo; eppure Egli non si stanca di amarmi. Oh! amore incomprensibile!... Amore infinito!... Ed io non vi amo?... ed io vi offendo?... Oh! ingratitudine!

PROPOSITI : Di discacciare dal mio cuore ogni amore terreno, e anche l'amor proprio, e di amare solamente Gesù con tutte le mie forze.

(...)

Sopra l'amore di Gesù Sagramentato

Ho conosciuto a che eccesso giunga l'amor del mio Dio verso la povera anima mia. Dopo d'aver fatto tanto per me, pure gli sembra ancora d'aver fatto poco e non è contento finchè non giunga a donarmi tutto se stesso nella S. Eucaristia. Egli sta qui quale amante appassionato sempre pensando a me, sempre disposto a ricevermi alla sua mensa ed alla sua confidenza. Sapeva pure quanto gli doveva costare questo suo amore, strapazzi, oltraggi, disonori, dimenticanze, offese; eppure per non abbandonarmi tutto sopporta, tutto soffre, e per me sempre rimane nel SS. Sacramento. Ed a me che grazia! che ogni mattina mi ammette alla sua mensa, si degna venir nel mio cuore e farmi tutte quelle grazie che gli domando. (...)

PROPOSITI : Di fare la SS. Comunione con più fervore di quello che ho fatto per lo passato, specialmente di aver sempre un gran desiderio.