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sabato 8 aprile 2017

Il cattolico non praticante

Dagli scritti di Don Dolindo Ruotolo.


Tu dici che sei cattolico, ci tieni a dirlo, massime se parli con persone buone, e mostri subito l'immagine sacra che hai nel portafoglio e la medaglia o l'abitino che porti al collo, dicendo - Io sono più cattolico degli altri. - Ma sai che cosa significa cattolico? Significa Un'anima illuminata dalla Fede, sottomessa al Papa, Vicario di Gesù Cristo, ai Vescovi, ai Sacerdoti, fedele alla Legge di Dio e a quella della Chiesa; un'anima che prega, si unisce a Gesù Cristo nei Sacramenti, ascolta la Messa, loda Dio, esercita la carità, compatisce, perdona, è gelosa della purità, fugge dagli spettacoli immorali e custodisce il suo cuore e la sua lingua dal male.

Tu invece? Tu meni una vita disordinata, hai pratiche e relazioni cattive, se ti adiri bestemmi, se hai un torto ti vendichi, se puoi fare un guadagno illecito non te ne fai scrupolo; non vai a Messa, non ascolti mai una predica, non ti confessi, non ti comunichi, lavori di festa, frequenti il cinema, il teatro, il circolo equivoco, la bettola, cadi spesso nell'impurità, sei sboccato nel parlare, ti piacciono le labbra dipinte, le unghie color sangue di porco, le nudità obbrobriose, le avventure indegne... ma che razza di cattolico sei tu?

Tu dici: - Io pratico la Fede a modo mio.

Dio sta da per tutto, e perciò non è necessario andare in Chiesa. - Guarda un poco che stoltezza dici! Puoi mai esercitare un'arte o una professione a tuo capriccio? E se il Re ha stabilito un luogo speciale per darti udienza, puoi rimanere in casa o oziare sulla strada? Dio è da per tutto, ma in Chiesa ci sta per ascoltarti, per benedirti e per consolarti.

La Chiesa è così bella, è un luogo di pace e di raccoglimento, e tu che meni una vita cosi agitata nel mondo, non senti il bisogno di un poco di pace innanzi a Dio? Non sai che nel Santo Tabernacolo Eucaristico ci sta Gesù Cristo, vivo e vero? 

(...) Tu dici che pratichi la fede a modo tuo, e che adori Dio e preghi, ma quando? Esamina la tua vita: Ti alzi di letto, e non solo non preghi, ma tante volte gridi, inveisci, bestemmi. Poi vai all'ufficio o al lavoro, o te la passi a leggere il giornale, il romanzo, ecc.

Fuori casa non ti ricordi di Dio, dentro ci stai come un cane arrabbiato; mangi, giochi, ti diverti, ti corichi senza neppure una preghiera.

Dimmi quand'è che onori Dio?

Tu dici: - Io non ho il tempo di andare in Chiesa e di pregare. - Ma il tempo di ciarlare, di leggere, di divertirti, lo trovi. Se devi guadagnare qualche cosa o fare una gita, sai levarti anche di notte, e non sai levarti di letto mezz' ora prima per cominciare la giornata con la S. Messa, ch'è benedizione del tuo lavoro, e con la Comunione, vita ed augurio dell'anima tua? Quanta pace godresti nella tua giornata, cominciandola con la preghiera e terminandola con la visita al Sacramento o col S. Rosario, recitato con la tua famiglia!

Tu dici: - Chi è religioso è meno prosperato di chi non lo è. - Non è vero, è un'illusione di satana. Chi veramente ama e serve Dio, è benedetto anche temporalmente, è contento anche del poco e gode la pace ch'è superiore ad ogni prosperità. La casa dei cattivi, pur se è colma di ricchezze, è un inferno. Vale più un tozzo di pane nella pace, che un pranzo abbondante nella discordia. Il poco si moltiplica nelle mani dei buoni, ed il molto si dissipa e si disperde nelle mani dei cattivi. La vita terrena è una prova, ma chi ama e serve Dio, sa di soffrire per godere eternamente, mentre i cattivi soffrono disperandosi nel tempo e nell'eternità.

Sii dunque veramente cattolico, fedele e praticante, e la tua vita sarà ricca di pace e di prosperità.

La bontà di Dio è ammirabile con quelli che lo amano, ma tu non andare a Lui per un fine interessato; amalo perchè ti è Padre, adoralo perchè è tuo Creatore, cerca il suo regno e la sua giustizia, ed Egli non ti farà mancare mai il necessario. Se a volte permette che tu sia tribolato, lo permette per farti scontare i peccati, per allontanarti dai pericoli dell'anima, per farti ricordare di Lui ed aspirare alla vita eterna. Anche la mamma castiga il suo figliuolo per correggerlo e gli dà la medicina amara per risanarlo.


(Brano tratto da "Per il tuo interesse e per la tua vita", di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa).