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martedì 11 aprile 2017

Un dottorando che ama l'ascetica e la liturgia tradizionale

Ho molta stima nei confronti dei lettori del blog che non si limitano ad apprezzare gli aspetti estetici della liturgia antica (come fanno i "tradizionalisti-snob"), ma si impegnano anche a praticare un'intesa vita spirituale e a progredire nel cammino di perfezione cristiana. A tal proposito ripubblico l'interessante e-mail che mi scrisse un lettore.



Caro fratello in Cristo,
                                          non conosco il tuo nome e non ci siamo mai visti, ma leggo molto spesso i tuoi blog "Cordialiter" e "Vocazione Religiosa". Ti scrivo perché desidero ringraziarti per tutto ciò che di buono stai facendo mediante questi due preziosi strumenti. Sono particolarmente felice che ci siano giovani lettori e lettrici del tuo blog che hanno scelto la vita consacrata, anche in virtù dell'aiuto che sei stato capace di offrire loro. Certo, il merito è tutto della Grazia di Dio, ma esser docili alla Grazia è ciò che permette ad essa di operare con più forza e tu certamente ti stai prestando docilmente ad Essa da molto tempo. La lettura dei tuoi post mi ha fatto conoscere i meravigliosi scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori e la figura, a me precedentemente ignota, di don Dolindo Ruotolo. Vedo inoltre con piacere che anche tu, come me, sei un grande estimatore di Tanquerey e Garrigou-Lagrange, e ti è caro il venerabile Papa Pio XII, un autentico uomo di Dio che ha governato con coraggio e saggezza la Chiesa in uno dei periodi più tragici della storia umana.

Mi presento brevemente. Mi chiamo [...], vivo a [...], ho 33 anni, sono (molto felicemente) sposato e ho due figli; sto facendo un dottorato di ricerca all'Università di [...] che, se tutto va bene, terminerò fra pochi mesi. Le mie prospettive lavorative future sono molto incerte, come per molti altri giovani appassionati per la ricerca, ma confido nell'aiuto del Signore e cerco di non scoraggiarmi. Per un lungo periodo della mia vita ho vissuto come un pagano e soltanto il discreto e silenzioso aiuto del Signore ha fatto sì che non mi perdessi completamente. Circa un anno e mezzo fa ho ritrovato la fede, o meglio, Nostro Signore mi ha riconquistato a Lui, e da allora provo un grande desiderio di preghiera, di contemplazione del Santissimo Sacramento, di meditazione sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Mi causa tanto dolore assistere alla Santa Messa celebrata in modo sciatto, ascoltare delle prediche che, anziché invitarci ad adorare il Signore e ad innamorarci della sua infinita bellezza, parlano solo di giustizia sociale e solidarietà coi poveri (cosa buona, però le cose buone separate dall'origine di ogni bontà diventano sterili). Qualche rara volta riesco ad assistere alla Santa Messa celebrata secondo il Rito Romano Antico, ed è una grande gioia. Vorrei poterlo fare più spesso. Come puoi facilmente immaginare, mi ha fatto molto piacere scoprire, grazie al tuo blog, che vi sono non poche altre persone che condividono questa sensibilità. Accade talvolta anche a me, come a te e ad altri lettori del blog, di commuovermi al momento della Consacrazione. La prima volta che accadde rimasi sorpreso; perché un dono così grande a me peccatore e ingrato? Non l'ho mai detto a nessuno, temo che mi si dia dell'invasato e non desidero che ciò accada (non tanto per il danno che ne viene a me, ma per non trascinare nel fango delle chiacchiere quanto c'è di più bello nel mondo). Vorrei tanto riuscire a comunicare ad altri la bellezza e l'importanza di questo momento, ma me ne sento completamente incapace. Vorrei, nella mia vita quotidiana, essere un discepolo e testimone credibile della Fede. La lettura di ciò che scrivi mi sta esortando a farlo, mi invoglia ad odiare i miei (non pochi) peccati, mi invoglia a pregare e digiunare. Talvolta mi vergogno di quanto poco tempo dedico alla preghiera, specie se penso a che grandi consolazioni il Signore mi ha dato qualche volta, per mezzo di essa. Mi vergogno anche di che pavido testimone della Fede sono stato finora, soprattutto se ragiono sul coraggio dei martiri di ieri e di oggi. Insomma, ho un lungo cammino da compiere.

So, per mezzo del tuo blog, che sei giovane (forse più o meno mio coetaneo) e che stai attendendo che il Signore ti faccia meglio comprendere ciò che desidera da te. Permettimi di dirti che, secondo me, molto di ciò che Egli vuole da te, forse, lo stai già facendo. Farai ancora molto altro, secondo la Sua santa volontà. Ti prometto la mia vicinanza nella preghiera e auguro a te quello che auguro a me stesso: essere un uomo secondo il Cuore di Dio e di cui Dio gioisce.

Ti ringrazio ancora e, se lo gradisci, ti scriverò altre volte.

Un abbraccio in Cristo Nostro Signore.

(Lettera firmata)



Caro fratello in Cristo,
                                        ho letto con interesse la tua lettera, mi hai edificato. A dir la verità sono abituato a leggere e-mail edificanti, ma in genere a scrivermele sono le lettrici (ad esempio “Maristella”), mentre è piuttosto raro che gli uomini mi scrivano lettere di taglio ascetico-spirituale come la tua (dai maschi ricevo principalmente richieste di informazioni, segnalazioni di eventi in ambito tradizionale, e lamentele sulla disastrosa ecclesiale). Quando vengo contattato da persone spirituali che desiderano vivere il Vangelo in maniera intensa e coerente, cercando sinceramente di progredire nel cammino di perfezione cristiana, rimango consolato.

A me piace costruire un rapporto di amicizia cordiale e fraterno con i lettori del blog, purtroppo, però, a volte sono rimasto amareggiato dal comportamento di certe persone con le quali sono sorte delle divergenze o addirittura delle semplici incomprensioni. Anche i santi ebbero divergenze e incomprensioni col prossimo, pertanto non c'è da stupirsi che possano accadere queste cose, tuttavia, ciò che mi amareggia è il fatto che certe persone si impegnino poco o nulla per cercare un chiarimento e ricucire il rapporto d'amicizia. Questo atteggiamento posso capirlo (non giustificarlo) in una persona “poco timorata di Dio”, ma non in gente che si vanta di essere fedele alla Tradizione Cattolica. Insomma, penso che all'interno del movimento tradizionale ci sia bisogno di lavorare molto per renderlo più spirituale e ascetico, altrimenti rischiamo di diventare un popolo che si limita a parlar male (giustamente) degli errori del modernismo, ma poi in concreto vive il cristianesimo in maniera annacquata. 

Per quanto riguarda il pericolo di una deriva da “salotto mondano” del movimento tradizionale, parlerò in un'altra occasione. Per il momento dico solo che coi “tradizionalisti-mondani” non riesco a fraternizzare più di tanto, invece con persone spirituali come te, Maristella, Eleonoram, Clara, ecc., mi fa molto piacere poter avere un rapporto di fraterna amicizia. Termino incoraggiandoti a continuare a fare l'esperienza della Tradizione in maniera ascetica, seguendo gli insegnamenti di pii e dotti autori come Padre Réginald Garrigou-Lagrange e Padre Adolphe Tanquerey.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter