Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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mercoledì 31 maggio 2017

Intervista sul triste tema della prostituzione

Ogni tanto mi scrive o mi telefona una lettrice della mia età, la quale è una di quelle persone che considero "intellettualmente interessanti", cioè con le quali si possono fare delle conversazioni su temi importanti. Si tratta di una dipendente statale che impiega una parte del suo tempo libero nel combattere la tratta delle prostitute. Ho pensato di porle delle domande al riguardo della tragedia della prostituzione, onde poter sensibilizzare i lettori su questo tema. Poiché ho intenzione di ospitarla spesso sul blog, le ho chiesto di scegliersi uno pseudonimo, e lei ha scelto "Nadia". La ringrazio di cuore per aver accettato di scrivere per il mio blog.


- Nadia, da quanti anni sei un'attivista che lotta contro la piaga dello sfruttamento della prostituzione?

- Dal 2007, sono giusto 10 anni.

- Come è nata la tua decisione di dedicare una parte del tuo tempo libero nel cercare di aiutare le prostitute ad uscire dalla schiavitù?

- Da donna penso che non ci sia violenza peggiore per un essere umano. Nel 2007 sono entrata in contatto per caso con alcuni volontari e ho subito chiesto di diventare una di loro, mi è subito sembrata una missione per cui vale la pena spendere il proprio tempo.

- Quando tu e le altre volontarie andate a parlare con le prostitute per cercare di liberarle dalla schiavitù, come venite accolte da queste povere ragazze?

- Di solito con gioia e amicizia... alle ragazze non sembra vero incontrare in strada qualcuno che le tratti con rispetto e umanità e che si interessi dei loro problemi. A parte noi volontari, le ragazze vedono soltanto sfruttatori e clienti che le trattano come merce di scambio e nulla più. Non è raro d'inverno trovare ragazze sulla strada con 40 di febbre oppure in gravidanza fino al nono mese e alla domanda: "Ma i clienti non se ne accorgono?", la risposta è sempre "A loro non interessa!"

- È più facile liberare le prostitute rumene o quelle nigeriane?

- Semplice non è mai, però per quella che è la mia esperienza ci sono più ragazze nigeriane che riescono a liberarsi per molti motivi: prima di tutto perché sono per la maggior parte ragazze che vengono da un contesto sano, famiglie regolari spesso con valori cristiani e in questo trovano la forza di chiedere aiuto. Poi perché le sfruttatrici, le cosiddette madame, hanno con loro un rapporto di mero sfruttamento. Gli sfruttatori rumeni e albanesi invece scelgono ragazze fragili che vengono da istituti per minori o da famiglie problematiche (spesso la piaga è quella dell'alcolismo e delle relative violenze) e le fanno "innamorare" di sé… le convincono che fare le prostitute è necessario per guadagnare soldi per costruirsi un futuro insieme e le sfruttano ignobilmente e le sottopongono a vessazioni di ogni genere. Queste ragazzine - spesso minorenni - sono state così poco amate in vita loro che non riescono a capire che un comportamento del genere è incompatibile con sentimenti positivi e si illudono di formare un giorno una famiglia con lo sfruttatore... ogni sfruttatore ha poi più ragazze, le une all'oscuro delle altre e non esistano ad abbandonarle al loro destino quando ad esempio contraggono AIDS o qualche grave malattia. Riuscire a convincere queste ragazze che meritano altro, che la vita può essere altro, è difficilissimo perché hanno subìto una sorta di lavaggio del cervello e non hanno strumenti per riuscire a liberarsi.

- Hai incontrato anche delle meretrici italiane?

- Purtroppo sì... delle signore di una certa età che avevano fatto questo tutta la vita... figure di una tristezza unica. Poi anche una madre di famiglia separata con tre figli che dopo essere stata messa in mobilità dalla sua azienda non sapeva come tirare avanti. Poi una 18enne tossicodipendente finita nelle grinfie di uno sfruttatore albanese...

- Solo i maniaci conclamati frequentano le prostitute oppure anche uomini insospettabili che hanno una buona reputazione?

- Purtroppo anche persone cosiddette rispettabili si fanno complici di questo orrendo sfruttamento delle donne e anche persone che di solito sono "normali" non esitano a comportarsi da veri e propri maniaci.

- Le donne che riescono a liberarsi dal racket della prostituzione si dimenticano facilmente delle sofferenze che hanno patito, oppure le cicatrici interiori rimangono per tutta la vita?

- Portano cicatrici tremende, sono ossessionate dai ricordi e non riescono a liberarsi dalla sensazione di schifo che questi suscitano. Spesso queste ragazze diventano maniache della pulizia e continuano a lavarsi più e più volte al giorno, sono tormentate dagli incubi, alcune per sopperire all'angoscia si autolesionano procurandosi tagli sulle braccia o strappandosi i capelli e sopracciglia. Sono vite distrutte da ricostruire piano piano con il supporto di tanti volontari e operatori, ma ci vogliono anni!

- A mio avviso per debellare la piaga della prostituzione non basta inasprire le pene nei confronti di coloro che gestiscono questo ignobile traffico, ma bisogna principalmente agire sulle coscienze dei clienti cercando di fargli capire la mostruosità del loro peccato (si macchiano di peccato mortale di fornicazione e anche di adulterio, se il cliente è un uomo sposato), e del fatto che cooperano indirettamente alla schiavitù delle meretrici, visto che gran parte di esse, almeno tra quelle straniere, sono costrette a prostituirsi (se non ci fossero i clienti, scomparirebbe la prostituzione). Pensi anche tu che solo con la conversione e un vero ritorno a Dio della società si possa debellare la tratta delle prostitute?

- È gravissimo il peccato dei clienti perché ogni singola prestazione è per le ragazze un trauma assimilabile allo stupro! Purtroppo non se ne rendono conto... anzi agli uomini sposati sembra di "tradire di meno" la moglie se vanno "solo" con una prostituta... Bisogna lavorare sull'informazione e a mio parere mettere anche delle sanzioni sui clienti cosicché si rendano conto che stanno partecipando a un traffico orribile. Certo questi sono tutti "rimedi a posteriori", se la società vedesse Gesù nel prossimo nessuno oserebbe farGli un affronto tanto grave come sfruttare queste povere ragazze. Personalmente credo anche che non sia un caso che il numero maggiore di vittime della tratta in Europa venga dall'Europa dell'Est che paga lo scotto di anni e anni di cultura materialista, prima comunista e poi consumista, senza riconoscere il vero valore dell'essere umano. La mancanza di valori genera il traffico ed è di ostacolo alla liberazione delle ragazze di questi Paesi che non sanno dove trovare la forza... Quindi ancora una volta dobbiamo pregare per la conversione dei cuori! Chiederei a tutti i lettori del blog di dedicare ogni tanto una preghiera per queste ragazze che sono proprio all'ultimo posto nella nostra società malata!