Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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martedì 23 maggio 2017

Sfondamento a sinistra

Per dare un ulteriore slancio all'inarrestabile avanzata del movimento tradizionale è necessario attuare uno "sfondamento a sinistra". Ci sono tanti fedeli che per anni hanno simpatizzato per gli ambienti progressisti, attratti da temi sociali come la fame nel mondo e la questione operaia, tuttavia adesso si stanno accorgendo della desacralizzazione del cattolicesimo e sperano in una "restaurazione". C'è tanta gente che si è ritrovata a "sinistra" in buona fede, e ora è necessario ricondurla nell'alveo della Tradizione. Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare è quello di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai rossi.

Dobbiamo sfruttare ogni occasione per trarre qualche vantaggio per il bene delle anime, e quindi per la maggior gloria di Dio. Non dobbiamo restare alla finestra a guardare il susseguirsi degli eventi, dobbiamo darci da fare per tentare di attrarre le anime verso la Tradizione cercando di cavalcare ogni occasione che capita. Mi spiego meglio: alla gente piacciono coloro che non si limitano a parlare di questioni liturgiche e dottrinali, ma che si impegnano concretamente anche in opere sociali. Fino ad ora il movimento tradizionale è rimasto ai margini della vita ecclesiale, ma adesso è giunto il momento di approfittare della situazione. In che modo? Bisogna dar vita a nuove iniziative anche in campo sociale, così da strappare la gente dalle grinfie dello sterile modernismo filantropico, e avere l'occasione di far conoscere ampiamente il grande patrimonio devozionale e dottrinale della Tradizione. Il primato deve rimanere per le questioni dottrinali e liturgiche, ma bisogna assolutamente evitare di abbandonare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai loro amici comunisti. Il vero militante della Tradizione Cattolica si interessa della questione sociale ed è sempre schierato dalla parte dei poveri e della gente che soffre.

Se non attueremo lo “sfondamento a sinistra”, tanta gente cadrà nella rete dei modernisti, i quali potrebbero continuare a moltiplicare le opere filantropiche per i poveri, senza però cercare di condurre le anime a Cristo, dando in questo modo l'errata impressione che la Chiesa sia una delle tante ONG umanitarie. Se non faremo nulla, la gente penserà che i fedeli legati alla liturgia tradizionale si interessano solo di cappe magne, pianete broccate, scarpe con fibbie d'argento, cartegloria con cornici cesellate in oro, rocchetti ricamati a mano, ecc. Ciò è falso, perché in realtà i tradizionalisti sono i migliori amici del popolo (lo ha detto San Pio X), e si interessano dei problemi di coloro che sono in stato di bisogno. Ma non lo fanno per scopi politici o per apparire belli, ma solo per carità fraterna, cioè per vero amore che nasce da Dio.

Eravamo, siamo e resteremo sempre contro il comunismo. Per “sfondamento a sinistra” non bisogna intendere una deriva verso le posizioni politiche dei progressisti, come hanno fatto molte persone che votavano per la Democrazia Cristiana. Al contrario significa strappare ai comunisti e ai modernisti le masse dei poveri che sono state ingannate per decenni, e ricondurle a Cristo, unico vero Salvatore del genere umano. I nostri punti di riferimento da imitare non sono i capi delle onlus moderniste o addirittura di quelle laiciste, bensì sono personaggi eroici che hanno dato lustro alla Chiesa militante, mi riferisco ad esempio a San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cottolengo, San Luigi Orione, Santa Francesca Cabrini, San Francesco d'Assisi, Santa Bartolomena Capitaneo, e a tanti altri valorosi seguaci del Redentore Divino.