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venerdì 30 giugno 2017

Circa il dramma dell'immigrazione di massa


Diversi lettori mi hanno scritto al riguardo del tema dell'immigrazione. Ecco la risposta che ho dato a uno di loro.


Caro (...), è da maggio che desideravo rispondere alla tua e-mail sull'immigrazione, ma è stata seppellita da altre lettere alle quali devo ancora rispondere. (...)

Sant'Alfonso e altri dotti autori affermano che nel fare la carità dobbiamo seguire un ordine: prima i più prossimi. Ti faccio un esempio: se durante una gita in montagna io e un tuo parente veniamo morsi da una vipera, e tu hai a disposizione solo un antidoto, sei obbligato in coscienza a darlo a lui.

Ecco cosa afferma Padre Teodoro, un dotto teologo moralista del secolo scorso: "L'ordine nella carità del prossimo è determinato dalle sue necessità e dalle nostre relazioni con lui. (...) Le nostre relazioni col prossimo possono essere: a) carnali, se siamo legati col prossimo da vincoli di sangue; b) spirituali, se siamo uniti dal vincolo della fede; c) umane e civili, se da vincoli di convivenza umana e civile (benefattori, amici, concittadini, ecc.). (...) In rapporto alle nostre relazioni col prossimo si stabilisce: nello stesso genere di beni ed in pari necessità, uno è tenuto a preferire se stesso al prossimo, specialmente se si tratta dell'interesse della propria anima; e tra le varie persone, sono da preferirsi quelle a noi più congiunte per vincoli di sangue, di amicizia, di ufficio o di religione" (Brano tratto da "Teologia Morale", di Padre Teodoro da Torre del Greco, O.F.M. Cap., Edizioni Paoline, 1964).

Poiché l'Italia si trova in una grave situazione di crisi economica, milioni di italiani sono disoccupati per mancanza di lavoro, molti pensionati vanno a rovistare nell'immondizia per trovare un po' di cibo, tanta gente non compra più medicine per mancanza di soldi, ecc., attualmente non abbiamo la possibilità di accogliere dignitosamente tutti gli extracomunitari che arrivano in Italia dando loro una casa e un lavoro, dobbiamo aiutare prima i nostri connazionali che sono nell'indigenza.

A tal proposito ti racconto un fatto che ho letto in una biografia su San Pio X. Questo grande santo aiutava in maniera eroica i poveri, ma una volta, quando era ancora un semplice prete, in Veneto scoppiò una grave carestia, pertanto nella cittadina in cui svolgeva il suo apostolato sacerdotale vagavano molti mendicanti che chiedevano l'elemosina, anche provenienti da altri paesi. Il futuro Pontefice chiese alle pubbliche autorità che in quel comune venisse vietata l'elemosina da parte dei forestieri, poiché quando c'è poco pane a disposizione e non si può aiutare tutti, bisogna preferire i più prossimi.

Se Don Giuseppe Sarto (San Pio X) avesse fatto una cosa del genere ai nostri giorni, molti modernisti e buonisti probabilmente lo avrebbero accusato di essere leghista, fascista, populista, e cose di questo genere.

Sono d'accordo con te: il comunismo e il capitalismo selvaggio (cioè quello contrario alla Rerum Novarum, alla Quadragesimo Anno, e ad altri pronunciamenti del Magistero perenne della Chiesa) sono due facce della stessa medaglia, ossia il materialismo.

Ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter