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sabato 21 ottobre 2017

Svogliatezza nel compiere l'orazione mentale

Un lettore del blog mi ha esposto alcuni problemi spirituali che sta affrontando. Pubblico la mia risposta nella speranza che possa essere di giovamento anche ad altre persone.


Caro fratello in Cristo, 
anche se con un bel po’ di ritardo, rispondo volentieri alla tua e-mail. I problemi spirituali di cui mi hai parlato sono molto diffusi tra le persone che praticano la vita devota.

Circa l’orazione mentale, il Signore l’apprezza anche se ci distraiamo involontariamente, oppure quando la compiamo durante un periodo di aridità spirituale. Anzi, è proprio durante i periodi di aridità che si vede se un’anima ama davvero Dio, infatti se continua a compiere regolarmente le normali pratiche di pietà alle quali è abituata, dimostra che lo fa per puro amore verso il Signore, e non  per amore mercenario, cioè per ottenere in cambio le consolazioni spirituali. Quando hai poca voglia di fare orazione mentale potresti pensare a quanto Gesù buono ha sofferto per te nella sua dolorosa Passione con la quale ti ha redento. Avrebbe potuto salvarti con una semplice preghiera all’Eterno Padre, e invece volle salvarti immolandosi sulla croce del Golgota. Insomma, il Redentore Divino non si è limitato ad amarci in maniera “appena sufficiente”, bensì dandoci il massimo, ossia sacrificando la sua vita per noi. Il grande amore che ci ha dimostrato nella sua atroce Passione ci spinge ad essere riconoscenti verso di Lui. Troppo grande sarebbe la nostra ingratitudine se ci limitassimo ad amare poco un Dio che ci ha tanto amato. Riflettendo sulla nostra ingratitudine nei confronti di Gesù buono potresti riuscire ad intenerirti maggiormente e a pregare con più fervore.

Un altro mezzo efficace per scrollarsi di dosso il torpore spirituale potrebbe consistere nel riflettere sui novissimi. A tal fine potresti leggere dei libri scritti da pii autori, penso ad esempio “Apparecchio alla morte” di Sant’Alfonso Maria de Liguori.

Per quanto riguarda il digiuno o altre pratiche di penitenza, in effetti spesso si corre il rischio di compierle solo “materialmente”, senza “soprannaturalizzarle”. Prima di compiere qualsiasi opera buona o anche neutra, ti consiglio di innalzare la mente a Dio, offrendogli per la sua maggior gloria l’azione che stai per fare. Inoltre, per non cadere nel fariseismo, umiliati spesso dinanzi al Signore riconoscendo di essere una piccola creatura al suo cospetto, e che senza il suo aiuto non riusciresti a compiere nessun bene e ad evitare di peccare mortalmente. 

Nella vita spirituale è davvero importante praticare la virtù della dolcezza, non solo col prossimo, ma anche con se stessi, come insegna San Francesco di Sales.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Regina.

Cordialiter