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sabato 16 dicembre 2017

Non vi è via di mezzo: o salvi, o dannati

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei confessori e dei moralisti.


Non vi è via di mezzo: o salvi, o dannati

"Cum metu, et tremore vestram salutem operamini" (Phil. 2. 12). Per salvarci bisogna che tremiamo di dannarci, perché non vi è via di mezzo, o salvi, o dannati abbiamo da essere. Chi non trema, facilmente si dannerà, perché poco si impegnerà a prendere i mezzi della salute [spirituale]. Iddio vuol salvi tutti, e dà l'aiuto suo a tutti; ma vuole che anche noi ci mettiamo l'opera nostra. Tutti vorrebbero salvarsi, ma molti, perché non prendono i mezzi, non si salvano. Il paradiso non è fatto per i poltroni, diceva S. Filippo Neri.

Signore, datemi luce, fatemi conoscere quel che ho da fare, e quel che ho da fuggire, che io tutto voglio farlo. Voglio salvarmi.

Santa Teresa diceva alle sue religiose: "Figlie, un'anima, una eternità". E volea dire che in questa vita non dobbiamo attendere ad altro che a salvarci l'anima, perché, perduta l'anima, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. [...]

Ah mio Dio, quante volte ho perduta l'anima mia, perdendo la vostra grazia! Ma giacché mi offrite il perdono, detesto l'offese che vi ho fatte, e v'amo sopra ogni cosa. 

Oh chi ben capisse quella gran massima di S. Francesco Saverio, il quale diceva che "un solo male vi è nel mondo ed un solo bene". L'unico male è il dannarsi, l'unico bene è il salvarsi. No che non sono mali le infermità, la povertà, le ignominie; queste abbracciate con rassegnazione accrescono la nostra gloria in paradiso. Al contrario per tanti peccatori non sono beni la sanità, le ricchezze e gli onori, perché questi gli sono occasione di maggiormente perdersi.

Salvatemi dunque, o Dio dell'anima mia, e poi disponete di me come vi piace. Voi sapete e volete il meglio per me. Io mi abbandono in mano alla vostra misericordia: "In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum". Mi dispiace che in passato mi sono opposto alla vostra volontà, e vorrei morirne di dolore; ma ora vi amo, ed altro non voglio se non quel che volete voi. Datemi il vostro amore, affinché io vi sia fedele.

E voi, Maria, datemi il vostro aiuto.


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Bisogna preparare i conti prima che giunga il giorno dei conti


"Estote parati [...]" (Luc. 12. 40). Il tempo della morte non è tempo atto per prepararsi a ben morire; per morire bene e con pace, bisogna trovarsi preparati prima della morte. Non è tempo allora di togliere dall'anima le cattive abitudini radicate, di svellere dal cuore le passioni dominanti e di estinguer l'affetto ai beni della terra. [...] Il cuore indurito, la mente ottenebrata, la confusione, lo spavento, l'ansia di guarire, rendono quasi impossibile l'aggiustare in punto di morte una coscienza imbrogliata di peccati. [...] O piaghe sante del mio Redentore, vi adoro, vi bacio e in voi confido.

I santi hanno stimato far poco, ancorché abbiano speso tutta la lor vita nel preparasi alla morte con penitenze, orazioni ed opere sante; eppure in punto di morte tremavano. Il venerabile Giovanni d'Avila, che fin da giovane fece una vita sì santa, quando gli fu annunziata l'ora della morte, rispose: "Oh avessi un altro poco di tempo per prepararmi alla morte!" E noi che diremo, quando ci sarà data la notizia della morte ormai imminente?

No, mio Dio, non voglio morire così inquieto e così ingrato, come ora morirei, se mi arrivasse la morte; voglio mutar vita, voglio piangere le ingiurie che vi ho fatto, voglio amarvi di cuore. Signore, aiutatemi voi, fatemi fare qualche cosa per voi, prima di morire; per voi, dico, che siete morto per me.

"Tempus breve est". Così ci avvisa l'Apostolo, è breve il tempo che ci resta di aggiustare i conti. [...] Quel che puoi far oggi, non aspettare a farlo domani: perché quest'oggi passa, e domani forse verrà la morte, che ti chiuderà i passi a fare alcun bene e a rimediare al male fatto. Poveri noi se la morte ci troverà anche attaccati al mondo!

Ah mio Signore, quanti anni son vissuto lontano da voi! E come voi avete potuto avere tanta pazienza con me nell'aspettarmi e chiamarmi tante volte a penitenza! Ve ne ringrazio, mio Salvatore, e spero di venire in cielo a ringraziarvene in eterno. "Misericordias Domini in aeternum cantabo". Ma in passato io non vi amavo, e poco curavo d'essere amato da voi; ora vi amo con tutto il cuore, vi amo più di ogni cosa, più di me stesso, ed altro non desidero che d'essere amato da voi; e pensando d'aver disprezzato l'amor vostro, vorrei morirne di dolore. Gesù mio, datemi la santa perseveranza.

Maria, madre mia, ottenetemi la grazia di essere fedele a Dio.



[Brani tratti da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, e da me tradotti in italiano corrente, con qualche piccolo ritocco del testo, per renderne più agevole la lettura].


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