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sabato 3 febbraio 2018

Nuovo movimento liturgico

Anni fa l'abbé Claude Barthe rilasciò un'intervista alla combattiva associazione "Paix Liturgique", nella quale affermò che la Messa tradizionale non può sperare di reinserirsi massicciamente nelle parrocchie ordinarie senza la rinascita di un ambiente favorevole, alimentato dal vitale sostegno della "riforma della riforma". A tal proposito auspicava che il rito moderno venisse celebrato nel modo più tradizionale possibile (versus Deum, Comunione in ginocchio, Canone Romano, gregoriano, ecc.), creando in questo modo un ambiente favorevole al passaggio alla Messa tridentina.

Sono d'accordo con l'abbé Barthe, perché l'esperienza dimostra che molti di coloro che in passato celebravano devotamente col Messale "ordinario", dopo il Motu Proprio "Summorum Pontificum" hanno aderito alla forma straordinaria del rito romano. Insomma, se tutti i sacerdoti avessero celebrato la Messa nuova in modo tradizionale, oggi la Messa tridentina sarebbe la forma "ordinaria" del rito romano. Del resto, senza un miracolo, sarebbe impensabile che un prete abituato a straziare la liturgia con irriverenze e abusi vari, improvvisamente decidesse di passare alla Messa tradizionale.