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sabato 9 giugno 2018

La morte dei bambini

Quando un piccolo bimbo muore a causa di una malattia incurabile, di un incidente, o per qualche altro motivo, spesso i modernisti non riescono ad accettare ciò e, talvolta, giungono persino a mormorare contro Dio per aver voluto, o almeno permesso, che un fanciullo perdesse la vita. Questo comportamento non deve stupirci poiché i modernisti hanno una visione immanentista (cioè "poco soprannaturale") della vita e, scimmiottando i comunisti, sono tesi alla costruzione del paradiso sulla Terra, trascurando il tema della salvezza delle anime, mentre la Dottrina Cattolica insegna che il nostro scopo in questo mondo consiste essenzialmente nel conoscere, amare e servire il Signore nella speranza di salvarci l'anima. Noi sappiamo che il cristiano deve avere una visione soprannaturale della vita, pertanto deve pensare che nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno tollerato, da Dio, in vista del nostro bene. Al Signore interessa la salvezza delle nostre anime, non la nostra vanagloria. Quindi, quando un cristiano che ha una visione soprannaturale della vita viene a sapere che un bimbo innocente è deceduto, se umanamente parlando sente ovviamente dispiacere per la sofferenza che ha colpito quella piccola creatura e i suoi parenti, da un punto di vista spirituale gioisce al pensiero che quell'anima si è salvata ed ora beneficia della visione beatifica della Santissima Trinità nella Patria Celeste.

Nei secoli scorsi la mortalità infantile era molto elevata. Ad esempio i miei nonni materni ebbero ben 11 figli (ho molta stima delle coppie prolifiche!), ma 4 di essi morirono da piccoli. Penso che in Paradiso ci siano innumerevoli anime di bimbi, forse in numero pari o superiore a quello degli adulti. Chissà quante di queste anime, se fossero rimaste sulla Terra sino all'età della ragione (in genere la si raggiunge intorno ai 7 anni), con la quale si diventa capaci di peccare mortalmente, avrebbero commesso qualche colpa grave con piena avvertenza e deliberato consenso, e poi sarebbero morte senza pentirsi sinceramente, meritando così la dannazione eterna! Dunque, la loro morte in tenera età non fu una "sciagura", bensì fu un dono dell'infinita misericordia di Dio che preservò le loro anime dall'inestinguibile fuoco dell'inferno. 

A tal proposito mi viene in mente un fatto raccontato dal compianto Don Giuseppe Tomaselli in uno dei suoi aurei libretti devozionali. Un signore aveva ricevuto in dono da Dio 3 figli. Questo papà era molto devoto a San Giuseppe, il castissimo sposo della Beata Vergine Maria, e ogni 19 marzo era solito solennizzare la festa del Custode della Sacra Famiglia. Tuttavia un anno uno dei figli morì proprio nel giorno di San Giuseppe. L'anno dopo anche un altro figlio morì il 19 marzo. Quel pio papà continuò ad onorare San Giuseppe, ma all'avvicinarsi dell'anniversario dei precedenti due lutti temeva che anche il terzo ed utlimo figlio potesse morire.
Un giorno, mentre si trovava in campagna e rifletteva su questi lutti, ebbe una visione. Prima vide due giovanetti impiccati a un albero, poi apparve un angelo che gli disse che i suoi due figli deceduti, se fossero divenuti grandi, si sarebbero suicidati in quel modo, ma poiché era stato devoto a San Giuseppe, questo potente intercessore gli aveva ottenuto da Dio la grazia di far morire quei due bimbi in tenera età, onde evitare a lui la grande afflizione e il disonore causati dal loro suicidio, e alle loro anime la perdizione eterna.

Sia chiaro, non c'è nulla di male nel commuoversi per la morte di un bimbo, poiché è umano sentire dispiacere in questi casi. L'importante è che non sia un pianto disperato, come di uno che non crede nell'esistenza dell'aldilà e che quindi pensa che con la morte finisce tutta l'esistenza. Noi sappiamo che nell'istante della morte corporale l'anima entra nell'eternità, pertanto anche se il cuore è in lacrime per la morte di un bimbo innocente, non bisogna dimenticarsi che nulla capita per cieco caso, ma dietro c'è un meraviglioso ricamo dell'infinita misericordia del Signore, infatti l'anima immortale di quella piccola creatura adesso gode nel contemplare l'infinita maestà di Dio.